«Vi chiedo scusa se il mio studio è in disordine, ma sono momenti concitati», si schermisce. «Non sono cose che capitano tutti i giorni».
Eminenza, ma lei non era stato insignito di un importante ruolo diplomatico, negli ultimi tempi?
Mi costringe a risponderle in latino: ubi maior, minor cessat.
Ci scusi, ma allora l’Ucraina?
Può aspettare, hanno resistito fino a oggi. Rispetto a ciò di cui parliamo capite bene che le guerre sono ordinaria amministrazione.
Ci faccia capire il motivo di tanta concertazione.
Dovete comprendere che certi eventi richiedono misure straordinarie ed estemporanee. Una tantum, perfino.
Si riferisce alla guerra?
No, al matrimonio.
Ah.
Il fatto è che la Santa Sede non poteva restare indifferente, di fronte a un avvenimento simile: la nostra preoccupazione si è subito rivolta allo sposo. A tal riguardo, posso dirvi che ho ricevuto il mio compito dal Santo Padre in persona.
Di quale compito parliamo?
Di avviare il procedimento per la santificazione in vita. Una questione complicata e tortuosa che scuote la Chiesa di Roma fin dalle fondamenta, ma non potevamo esimerci, lo sposo aveva bisogno di noi: parliamo dell’uomo che sta sposando Lara Mariani, santo cielo.
Ma il processo di santificazione non si può applicare a chi è ancora in vita.
Siete bene informati, di norma è così. Potete capire da soli l’importanza di questo momento. Fino a ora c’era stata una sola eccezione nella storia del cristianesimo; be’, presto ce ne saranno due.