2 giugno 2023: da Mariani a Marryani è un attimo

È tutto vero: Lara Mariani convola a giuste nozze. La redazione di SenzaFiltro ha raccolto alcune testimonianze in una Bologna attonita per un avvenimento che promette di lasciare il segno

Lara, ti vogliamo bene.

No, non è solo la Festa della Repubblica. Il capoluogo emiliano si sveglia diverso, e si sente nell’aria. I passanti solcano viale Masini filo muro e attraversano circospetti Piazza XX Settembre; sulla facciata della basilica di San Petronio la luce si arrampica quasi guardinga. Non tutti hanno voglia di parlare: c’è come un senso di attesa che oggi, almeno oggi, disinnesca la morbidezza rossa della città.

La notizia è già circolata per mezzi non ufficiali: Lara Mariani si sposa. Uno dei nomi di Bologna sulle labbra dei suoi colleghi sta per pronunciare il più alto dei sì, quello che stipula contratti in Comune e nei detti popolari fa mettere la testa a posto. Non se lo aspettava nessuno e se lo aspettavano tutti; il paradosso non lo risolveranno certo queste righe. Piuttosto, abbiamo indagato su come hanno reagito alla novità i suoi conoscenti, i tanti che le devono molto, i molti che la amano tanto.

Ecco le testimonianze che abbiamo raccolto.

La sposa in una foto di repertorio

 

 

"Ho ricevuto il mio compito dal Santo Padre in persona. Una questione complicata e tortuosa che scuote la Chiesa di Roma fin dalle fondamenta (...)."
Matteo Maria Zuppi, cardinale e arcivescovo metropolita di Bologna

Il cardinale Zuppi: «Quell'uomo va santificato in vita»

Il cardinale Matteo Maria Zuppi ci dà udienza in fretta e furia. L’arcivescovo metropolita di Bologna in tempi recenti ha ricevuto dal pontefice in persona l’incarico di gestire la mediazione nel conflitto russo-ucraino. Dopo aver saputo del matrimonio Ricci-Mariani, tuttavia, è tornato in Italia di corsa.

Sua eminenza avrebbe ben altro da fare, e si vede. Riceve SenzaFiltro soltanto perché non può fare altrimenti, dato che l’evento coinvolge una nostra collega.

La reazione del cardinale Zuppi alla notizia del matrimonio

 

«Vi chiedo scusa se il mio studio è in disordine, ma sono momenti concitati», si schermisce. «Non sono cose che capitano tutti i giorni».

 

Eminenza, ma lei non era stato insignito di un importante ruolo diplomatico, negli ultimi tempi?

Mi costringe a risponderle in latino: ubi maior, minor cessat.

Ci scusi, ma allora l’Ucraina?

Può aspettare, hanno resistito fino a oggi. Rispetto a ciò di cui parliamo capite bene che le guerre sono ordinaria amministrazione.

Ci faccia capire il motivo di tanta concertazione.

Dovete comprendere che certi eventi richiedono misure straordinarie ed estemporanee. Una tantum, perfino.

Si riferisce alla guerra?

No, al matrimonio.

Ah.

Il fatto è che la Santa Sede non poteva restare indifferente, di fronte a un avvenimento simile: la nostra preoccupazione si è subito rivolta allo sposo. A tal riguardo, posso dirvi che ho ricevuto il mio compito dal Santo Padre in persona.

Di quale compito parliamo?

Di avviare il procedimento per la santificazione in vita. Una questione complicata e tortuosa che scuote la Chiesa di Roma fin dalle fondamenta, ma non potevamo esimerci, lo sposo aveva bisogno di noi: parliamo dell’uomo che sta sposando Lara Mariani, santo cielo.

Ma il processo di santificazione non si può applicare a chi è ancora in vita.

Siete bene informati, di norma è così. Potete capire da soli l’importanza di questo momento. Fino a ora c’era stata una sola eccezione nella storia del cristianesimo; be’, presto ce ne saranno due.

 

"Se il Pratello esiste, lo dobbiamo a lei."
Anonimo

Dentro il Pratello, il feudo spirituale di Lara Mariani

«Non è un nome che pronunciamo con leggerezza, qui.»

Il ristoratore sorride, ma i suoi occhi mostrano le avvisaglie della tensione. Siamo al Pratello, una delle zone storiche della movida bolognese. Qui l’appellativo di Lara Mariani non può essere speso invano.

Via del Pratello, a Bologna, uno dei luoghi in cui Lara Mariani era avvistata più spesso, fino a qualche anno fa (e infatti è nascosta anche nell'immagine)

 

Quando chiediamo il perché di tanto affetto, il nostro intervistato ci guarda come se fossimo alieni. Comprensibile. Le questioni di fede pretendono l’assolutezza delle loro leggende, e questa non fa differenza. Ci risponde comunque.

«Ma voi lo capite che se il Pratello esiste lo dobbiamo a lei? Anni fa, lo ricordo, riusciva a percorrerlo dall’inizio alla fine, locale dopo locale, bicchiere dopo bicchiere». E procede a descriverci le stazioni del pellegrinaggio alcolico, compresa quella che lui presidia ancora oggi.

«Grazie a Lara ho potuto pagare l’università ai miei figli. Tutti e cinque. E farli sposare. E comprare una casa sui colli. E una barca», prosegue incalzandoci in modo febbrile. «Vedete quei portici? Una sera è scappata in motorino dalla polizia passando proprio lì sotto, aveste visto che facce…»

Quando gli parliamo del matrimonio e della futura canonizzazione di suo marito, il ristoratore ci risponde indignato: «Dovrebbero santificare lei, invece. La santa patrona delle notti bolognesi, quanto ci manca. Qui ognuno la conosce con un nome diverso, ma tutti sanno che si parla di lei».

Incuriositi, gli chiediamo di riferircene alcuni. Lui non si tira indietro: «La fata del gin tonic. Donna Four Roses. La zarina di tutti i Black Russian. E poi quello che ci sta più a cuore: Nostra Signora del Pratello.»

Gli auguri della redazione e l'ultima testimonianza

Al termine del nostro reportage ci viene chiesto con grande garbo – e nessuna minaccia, nel modo più assoluto – di riportare una voce in particolare, che ci ordina di lasciarla anonima. E noi obbediamo.

«Con mia madre sistemerò i conti poi, lei sa a cosa mi riferisco. Ci sarà tempo e modo. Adesso lasciamo che si goda l’avvenimento: se lo merita, un giorno così. Anzi, se ne merita tantissimi.»

Le singole testimonianze assumono toni differenti, ma ci è presto chiaro che restituiscono una coralità di affetto che non può essere casuale. Un coro al quale sentiamo di unirci anche noi, fuori dai denti, dalle righe e dagli schemi. Almeno oggi, il giornalismo saprà farsene una ragione.

Congratulazioni, Lara e Marco!

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