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4 giorni lavorativi in Spagna: se la chiami siesta sei di Confindustria

4 giorni lavorativi in Spagna: se la chiami siesta sei di Confindustria

Un approfondimento sulle sperimentazioni di Comunità Valenciana e Stato spagnolo con la settimana lavorativa corta, sul suo funzionamento e sui suoi obiettivi. Ne scrive in esclusiva per noi Joan Sanchis i Muñoz, professore di Economia associata dell'Università di Valencia.

Traduzione dallo spagnolo di Clara Piemontese.

Dopo diverse decadi di ibernazione, l’idea di ridurre l’orario di lavoro ha nuovamente fatto irruzione nel dibattito pubblico europeo. Questa proposta di trasformazione sta guadagnando sempre più sostenitori e alcuni governi, come quello della Comunità Valenciana (Spagna), stanno sviluppando programmi pionieristici di politica pubblica per incentivare la settimana di lavoro di 4 giorni o l’orario di 32 ore settimanali.

Le ragioni per riaprire il dibattito sull’estensione dell’orario di lavoro sono fondamentalmente tre, e riguardano le grandi sfide contemporanee che dobbiamo affrontare nel campo dell’economia, del benessere sociale e della lotta al cambiamento climatico.

4 giorni lavorativi, perché la Spagna ha deciso di adottarli

In primo luogo, si parte dall’evidenza che lunghi orari di lavoro sono essenzialmente controproducenti per l’economia. Infatti i Paesi del Sud, come l’Italia o la Spagna, figurano tra quelli che lavorano in media più ore all’anno, con livelli di produttività sostanzialmente inferiori a quelli registrati in altri Paesi come la Germania o i Paesi nordici, che lavorano molte meno ore.

D’altra parte, questa maggiore estensione dell’orario di lavoro si traduce in molteplici problemi sociali e sanitari, come l’incapacità di conciliare vita famigliare e professionale o la crescita esponenziale dei problemi di salute mentale legati alla pressione sul lavoro.

Tutto questo ha un costo per le persone, ma anche per le imprese in termini di licenziamenti e assenteismo.

Infine, è sempre più evidente che la situazione di emergenza climatica in cui viviamo ci impone di adottare, anche a livello economico, misure che ci aiutino a promuovere uno stile di vita più tranquillo, sano e meno intensivo nell’uso di energia e materie prime.

È per tutte queste ragioni che diverse organizzazioni, sindacati, partiti politici e governi di tutto il mondo stanno valutando la possibilità di incentivare la riduzione dell’orario di lavoro come un buon modo per rispondere simultaneamente a queste tre sfide: costruire un’economia intelligente e più produttiva, dare priorità alla salute umana e agire con decisione per combattere il cambiamento climatico.

La settimana corta della Comunità Valenciana: aiuti alle imprese per ridurre giorni e orari di lavoro

Nel caso della Spagna, il governo regionale della Comunità Valenciana, nel 2018, è stato il primo a considerare la possibilità di sviluppare un programma di incentivi per la riduzione dell’orario di lavoro senza perdita di salario.

Fino ad oggi si erano sviluppate esperienze pilota, a livello aziendale, in diversi Paesi – come la Nuova Zelanda o il Giappone – che avevano ottenuto ottimi risultati. In questo senso, è stata presa in considerazione la possibilità di elaborare un programma di aiuti di Stato per incentivare un maggior numero di imprese a aderire a questo modello e a valutarne i possibili benefici.

Il programma, in vigore dalla metà di quest’anno, eroga un sussidio pubblico alle imprese che decidono di ridurre l’orario di lavoro a 4 giorni o 32 ore settimanali, mantenendo i livelli salariali e affrontando questo processo in modo consensuale con i rappresentanti sindacali.

L’azienda può ricevere un aiuto decrescente per lavoratore per un periodo di tre anni: il primo anno può ricevere fino a 5.500 €, il secondo 2.750 € e il terzo 1.370 €. L’obiettivo è quello di accompagnare le imprese durante questo periodo di transizione, fino all’adozione di miglioramenti organizzativi che consentano di aumentare la produttività.

Le imprese devono elaborare un piano d’azione per migliorare i loro livelli di produttività e devono anche mantenere i livelli di occupazione e i salari. Sono ammesse imprese di ogni dimensione e settore.

In Spagna i 4 giorni lavorativi diventano programma di Stato

Oltre al programma di Valencia, è attualmente in fase di progettazione un programma elaborato dal governo spagnolo per l’insieme dello Stato.

L’approccio è leggermente diverso, in quanto gli aiuti sono limitati alle sole imprese industriali e si configurano come una politica di sostegno all’innovazione organizzativa, ma gli obiettivi sono simili: promuovere una riduzione dell’orario di lavoro di almeno il 10% e testare i risultati ottenuti. Si prevede che il programma sarà aperto alle domande delle imprese entro la fine dell’anno.

Possiamo quindi affermare che la Spagna, e la Comunità Valenciana in particolare, sono diventate i punti di riferimento per l’istituzionalizzazione delle nuove politiche di riduzione dell’orario di lavoro.

Imparare da queste esperienze può essere una grande opportunità per tutti i Paesi del Mediterraneo. Come l’Italia, che condivide condizioni economiche e lavorative simili e che può trovare nella riduzione dell’orario di lavoro un’alternativa trasformativa e di progresso per un modello economico più sostenibile e incentrato sul miglioramento del benessere delle persone.

Leggi gli altri articoli a tema Settimana di 4 giorni.

Leggi il mensile 115, “Infortuni mentali“, e il reportage “Sua Sanità PNRR“.


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Photo credits: collettiva.it