Una rondine: farà primavera? Una domanda lecita se si considerano i dati Istat sull'aumento del Pil italiano a inizio 2019.

Aumento del Pil italiano: una rondine che fa primavera?

È già il caso di festeggiare l'aumento del Pil italiano, o si tratta di dati da prendere con cautela? Osserviamo meglio lo scenario dipinto dall'Istat.

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Eppur si muove. Si dirà che non era il caso di scomodare la celebre frase di Galileo Galilei, quando fu processato per aver osato sostenere la visione eliocentrica dell’universo e dunque il movimento della Terra, ma è pur vero che dopo tanti segni meno e tante notizie negative sull’economia italiana vale forse la pena di enfatizzare gli ultimi dati forniti due giorni fa dall’Istat sul prodotto interno lordo e sull’occupazione.

Qualcosa, così pare, si muove nel mercato del lavoro. Sono dati relativi al primo trimestre del 2019 e ci raccontano che per il momento siamo usciti dalla recessione: dopo due dati trimestrali negativi, il Pil è in crescita di un modesto 0,2% e la disoccupazione tende a diminuire. Dato sorprendente e in parte davvero nuovo: è in crescita anche l’occupazione giovanile per la prima volta dal 2011. Tutti gli osservatori consigliano cautela perché si tratta di dati congiunturali, ma vale la pena di indagare nella selva di cifre che ci ha fornito l’Istat per capire se stiamo per uscire dal tunnel della grande crisi o se invece si tratta soltanto di uno zuccherino per prepararci a tempi più amari.

 

Aumento del Pil italiano a inizio 2019: è il caso di festeggiare?

Vediamo in primo luogo che cosa ci dice l’Istat. Nel primo trimestre dell’anno il Pil italiano (corretto per giorni lavorativi) è cresciuto dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. L’economia è così uscita dalla recessione tecnica dovuta ai due cali consecutivi del prodotto interno lordo registrati negli ultimi due trimestri del 2018, entrambi chiusi a -0,1%. Secondo i dati della prima stima flash dell’Istat, su base tendenziale, cioè nel confronto con il primo trimestre 2018, la crescita è stata dello 0,1%. L’economista Carlo Cottarelli, in genere assai pessimista, nel corso di una trasmissione televisiva ha sostenuto che l’economia italiana potrebbe crescere anche dello 0,4%, ma la struttura resta assai fragile: “Un’impennata del prezzo del petrolio all’ordine del giorno da qualche settimana, ad esempio, potrebbe rimettere in discussione queste previsioni”.

Ma andiamo ora al mercato del lavoro, terreno di scontro delle forze politiche e sociali da decenni. I dati comunicati dall’Istat mettono in evidenza “il positivo andamento del mercato del lavoro, con il tasso di disoccupazione che scende a marzo al 10,2%”. Lo afferma il Ministro dell’Economia Giovanni Tria, commentando i numeri resi noti dall’Istituto nazionale di statistica. Da segnalare in particolare, “oltre all’aumento dei giovani occupati e delle posizioni permanenti, il miglioramento del tasso di occupazione che risale al 58,9%, tornando ai livelli massimi da aprile 2018. Numeri che testimoniano la solidità e la tenuta dell’economia italiana”.

All’inizio del 2019 l’economia italiana ha registrato “un moderato recupero che ha interrotto la debole discesa dell’attività registrata nei due trimestri precedenti”. Nel complesso, “l’ultimo anno si è caratterizzato come una fase di sostanziale ristagno del Pil, il cui livello risulta essere nel primo trimestre del 2019 pressoché invariato rispetto a quello di inizio del 2018”. È il commento dell’Istat ai dati sul Pil del primo trimestre 2019, chiusosi con un aumento dello 0,2% rispetto agli ultimi tre mesi dello scorso anno.

Se tuttavia si dà uno sguardo al passato più recente si scopre che c’è ancora molta strada da fare per uscire dalla crisi che ha attanagliato l’occidente dal 2008. I dati ci dicono che a 11 anni dall’inizio della crisi economica, che ebbe negli Stati Uniti e in Gran Bretagna il picco più devastante, il Pil italiano è ancora del 5% inferiore ai livelli precedenti alla crisi, nonostante il moderato rimbalzo dei primi tre mesi del 2019. Il dato emerge dal confronto tra le ultime rilevazioni Istat sul primo trimestre di quest’anno e il primo trimestre del 2008, considerato il picco precedente la grande recessione.

 

I commenti ai dati Istat sulla ripresa

Com’era prevedibile, i dati forniti dall’Istat hanno scatenato una raffica di commenti politici ed economici. L’andamento del Pil nel primo trimestre “lascia intravedere che la previsione di crescita annuale (0,2% in termini reali) indicata nel Def possa essere raggiunta e anche superata se il contesto internazionale sarà moderatamente favorevole”. Il cauto Ministro dell’Economia Giovanni Tria, commentando i dati Istat, questa volta si spinge ai confini dell’ottimismo. “L’Italia è fuori dalla recessione”, spiega. “La stima dell’Istat evidenzia come l’economia italiana abbia quasi integralmente recuperato la caduta del Pil registrata nella seconda metà del 2018”.

Anche per Luigi di Maio, Ministro dello Sviluppo Economico e quindi responsabile dell’andamento dell’economia, i dati Istat sono musica piacevole: “L’Italia fuori dalla recessione dimostra che la direzione intrapresa è quella giusta. Andiamo avanti come un treno verso il cambiamento”, ha detto Di Maio. Gli ha fatto eco Matteo Salvini: “I dati positivi sul Pil, sul lavoro e sulla ripresa economica impongono al governo una doverosa e sostanziale riduzione delle tasse. È obbligatorio realizzare al più presto la flat tax per imprese, lavoratori e famiglie, come da contratto di governo, senza dubbi o ritardi”.

“Flat tax? Io non voglio aumentare l’Iva”, replica il vicepremier Luigi Di Maio. “Per me va bene, sono progetti che stavamo portando avanti e che porteremo avanti. Ma sia chiaro che non si fa nulla aumentando l’Iva. Tutto il resto è nel contratto e si deve fare”.

L’Italia torna a crescere, il dato Istat sul Pil ci conforta molto su bontà della manovra e misure adottate, tenendo conto del contesto internazionale difficile e con le ultime misure ancora non in vigore. Ci auguriamo nel secondo semestre l’economia possa crescere in maniera sostenuta”, ha affermato il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, da Tunisi. Conte ha detto, tuttavia, che “non è il momento di parlare di riforma fiscale, la vogliamo fare ma nei prossimi mesi abbiamo una manovra da affrontare”. E ha aggiunto: “Bisogna evitare l’incremento dell’Iva”.

Le parole del presidente Conte in conferenza stampa a Tunisi sulla flat tax “sono state chiare e inequivocabili: la riforma fiscale va fatta, è un obiettivo di tutto il Governo, punto qualificante del contratto”. È quanto precisano fonti di palazzo Chigi, che continuano: “Nei prossimi mesi si discuterà della manovra economica e sarà l’occasione per lavorarci. Ogni diversa interpretazione è del tutto fuorviante”. Durissima invece l’opposizione. Carlo Calenda, esponente del Pd, ha detto che non bisogna farsi abbagliare dai dati congiunturali; il vero vulnus è una mancanza di politiche economiche serie che puntino allo sviluppo.

 

Bruno Perini è nato a Milano il 21 novembre del 1950. E’ diventato professionista nel 1987. Giornalista economico finanziario e politico giudiziario, ha lavorato per circa trent’anni al quotidiano il manifesto. Per due anni ha lavorato al settimanale della Rcs Il Mondo. Ha collaborato con Prima Comunicazione, con il Sole 24 ore, con Radio 24 come conduttore della rassegna stampa, con il Corriere della Sera, con l’agenzia Asca.‏ [ Guarda tutti gli articoli ]

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