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Editoriale 100. Ridica 33

Editoriale 100. Ridica 33

Un Covid al giorno toglie il medico di torno: non avremmo mai immaginato di doverlo dire. E siamo quasi a trecento, dati aggiornati. 

Se è vero che un giornale ha il dovere di osservare nel profondo cosa accade intorno, non potevamo tirarci indietro dopo lo squarcio violento che si è aperto nel 2020 sulla coperta che copriva i medici di base

Una coperta fredda: la salute pubblica non è da tempo fonte di calore.

Una coperta corta: troppi tagli col passare degli anni.

Una coperta infeltrita: a forza di privatizzare, abbiamo svuotato i medici della loro vocazione e hanno perso elasticità.

Una coperta fuori moda: non li cerchiamo più se non per farci fare le impegnative da portare allo specialista.

Medici di base, medici di famiglia: e se fosse che anche loro si sono prestati al gioco della rimessa? Abbiamo indagato anche lì.

Come sono diventati, cosa non vediamo del loro lavoro, come si formano (quando li formano), quanto guadagnano, come vengono assunti (quando vengono assunti), chi sono i loro omologhi in altri Paesi europei, se ci fidiamo o meno di loro, cosa sanno del digitale e di una sanità moderna. Ma soprattutto abbiamo provato a immaginare le frontiere del loro lavoro, e se avranno un futuro migliore del presente. 

Ci manca il senso di vicinanza dei medici di base che col tempo hanno abdicato al nostro bisogno di trovare in loro non soltanto ricette compilate a sguardo basso ma una bella copia della relazione coi pazienti. Dovremmo essere altrettanto onesti nel dire che siamo stati complici della distanza. 

È rischioso il gioco mediatico al massacro messo in atto con la pandemia perché copre la luna del sistema sanitario e mostra solo il dito dei bollettini giornalieri; bollettini tra l’altro apatici e fuori contesto oltre che appiattiti. Sotto quella coperta sanitaria tagliata dal Covid faceva freddo da tempo ma troppa politica continuava a usare qua e là solo miseri scaldini.

“Ridica 33” è il nostro augurio, è urgente cambiare l’aria che tira in ambulatorio. “Dica 33” non basta più.

Photo by Artem Kniaz on Unsplash