Migranti made in Italy

Migranti. Dietro la retorica di una politica italiana da troppi decenni fragilissima, si muovono vite che finiscono per intrecciarsi con le nostre. Si intrecciano con le nostre città, col lavoro, con la scuola, con la dimensione delle famiglie, con l’assistenza data e ricevuta nelle comunità, con la lingua, con l’economia, con i dati occupazionali, con le […]

Migranti. Dietro la retorica di una politica italiana da troppi decenni fragilissima, si muovono vite che finiscono per intrecciarsi con le nostre. Si intrecciano con le nostre città, col lavoro, con la scuola, con la dimensione delle famiglie, con l’assistenza data e ricevuta nelle comunità, con la lingua, con l’economia, con i dati occupazionali, con le casse delle nostre pensioni. Non c’è più tempo per parlarne poggiandosi a stereotipi e luoghi comuni fin troppo comodi: questo reportage di Senza Filtro esplora il tema sotto i molteplici profili di cui non arriva mai traccia, compreso quello degli immigrati che – quando possono – addirittura ci ripensano.

 

Articoli di reportage

La retorica sui migranti? Una pacchia, di Marika Nesi Lammardo (prima parte)

Stereotipi sui migranti: un colpo al cerchio e uno alla pancia, di Marika Nesi Lammardo (seconda parte)

Salvini è Dorian Gray, purché se ne parli, di Marika Nesi Lammardo (terza parte)

Cefa Onlus sugli immigrati: “Quando arrivano ai margini, meritano un ritorno dignitoso”, di Lara Mariani

Le altre radici del Made in Italy, di Asmae Dachan

 

Photo by IBTimes UK

CONDIVIDI

Leggi anche

L’innovazione in bocca ai guru

Siamo tra amici, posso tranquillamente fare “coming out”. All’inizio dell’anno sono stato invitato come keynote speaker all’interno della convention annuale di una multinazionale del settore Pharma. L’evento aveva come tematica il cambiamento di scenario e l’innovazione. Nella documentazione dell’evento dedicata ai partecipanti, era indicato: Ivan Ortenzi – Guru dell’innovazione. Mi sono soffermato a pensare con una […]

Quando chiama uno sconosciuto

Devi cominciare a lavorare alle 8.00 del mattino ma arrivi in sala alle 7.30. Non sempre il tuo nome è presente nella lista e, quando non c’è, devi metterti alla ricerca di una postazione: facendo attenzione che d’inverno non sia vicina alle finestre e d’estate sotto le pale del condizionatore. Ti siedi. C’è gente che […]