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PNRR Academy e cantieri edili: perché sono stati esclusi ingegneri e architetti?

PNRR Academy e cantieri edili: perché sono stati esclusi ingegneri e architetti?

Analizziamo l'obiettivo della neonata PNRR Academy, che formerà i responsabili della sicurezza incaricati di supervisionare i cantieri pubblici: nuove possibilità di verifica sui subappalti, ma architetti e ingegneri esclusi dal ruolo. Parlano l'ingegnere Pierluigi Gianforte e il presidente di Fondazione Inarcassa Franco Fietta.

Andrea Ballone

17 Dicembre 2021

L’ultima misura legislativa in ordine di tempo è il Durc di congruità, che si occupa di verificare l’adeguatezza del costo del lavoro sostenuto nella realizzazione delle opere edili. In sostanza permette di controllare se la manodopera impiegata sia proporzionata all’incarico affidato e, nel caso contrario, invita le imprese ad attuare dei correttivi.

Ma non sarà l’unica novità in tema di controllo dei cantieri pubblici. Nei prossimi mesi la SNA (Scuola Nazionale di Amministrazione, presieduta dall’ex ministro Paola Severino) organizzerà corsi per professionisti, nei quali si spiega come controllare che tutto vada per il verso giusto sui cantieri. Per questo è nata la cosiddetta PNRR Academy, che tra i vari compiti avrà quello di formare icontrollori” dei cantieri pubblici nell’ambito dell’Osservatorio Nazionale voluto dal ministero, un tavolo al quale siedono sia le grandi società che i sindacati con il preciso scopo di esercitare i controlli sul PNRR, anche riguardo la trasparenza.

Non è mancata qualche polemica da parte di ingegneri e architetti, le cui associazioni di categoria non sono state invitate, pur dovendo svolgere un ruolo fondamentale nella sorveglianza dei cantieri soprattutto in tema di sicurezza sul lavoro. Spesso, infatti, è il progettista il responsabile della sicurezza. Nei prossimi mesi, intanto, partiranno seminari e webinar, coordinati dal ministero delle Infrastrutture, e un punto importante riguarderà i protocolli di sicurezza.

La PNRR Academy avrà il compito di formare i responsabili unici dei procedimenti (RUP) che dovranno vigilare sui suddetti protocolli. Al momento i programmi sono ancora in corso di elaborazione e non ci sono ancora gli estremi per le iscrizioni. La prima serie di lezioni riguarderà le procedure di evidenza pubblica, ma già dalla seconda si parlerà di sicurezza nei cantieri. Le tempistiche non sono ancora note, anche perché l’osservatorio è attivo dall’estate.

Al progetto di formazione partecipano le principali sigle sindacali degli edili, ma anche le società pubbliche che si occuperanno di assegnare gli appalti: RFI e ANAS in primis. L’attenzione è alta e i nodi principali sono i subappalti, dove spesso si annida il lavoro nero e il rischio di avere minori garanzie di sicurezza. Anche se dal 2018, con le nuove normative, su questo tema è arrivata una stretta forte.

Una formazione mirata sui cantieri pubblici con l’obiettivo della prevenzione

La stretta normativa però potrebbe non bastare, anche perché i fondi del PNRR vanno spesi in modo celere per far ripartire il Paese dopo lo stop dovuto alla pandemia. Insomma le parole d’ordine dovranno essere velocità e attenzione, due elementi che negli appalti pubblici non sempre ci sono e che spesso sono difficili da coniugare.

«Il nostro principale obiettivo – dice Pierluigi Gianforte, ingegnere e formatore, esperto di appalti pubblici – è quello di introdurre dei sistemi che ci permettano di prevenire i problemi. Le possibilità ci sono perché il quadro normativo è adeguato. Quello che manca è una maggiore consapevolezza e la formazione idonea di professionisti che siano in grado di esercitare il controllo sul rispetto delle regole di tutela dei lavoratori. Ci vogliono soggetti preposti al controllo, che abbiano la necessaria preparazione per applicare le leggi, che negli ultimi anni sono aumentate e sono divenute più particolareggiate».

I decreti ministeriali stabiliscono, infatti, che i direttori dei lavori possano verificare che il personale che si trova nei cantieri sia autorizzato e venga impiegato nel rispetto di tutte le norme di sicurezza, a partire dal cartellino identificativo che tutti devono mostrare. L’impresa in subappalto ha l’obbligo di mostrare l’elenco con i nominativi dei lavoratori impiegati e l’importo del piano di sicurezza.

«L’unico modo – continua Gianforte – è quello di alzare il livello della formazione sia dei progettisti che di coloro che esercitano il controllo».

Il nuovo responsabile unico dei procedimenti può indagare sui subappalti e sospendere i bandi

Il mancato rispetto delle norme di sicurezza, per risparmiare, è di solito uno dei metodi che le imprese utilizzano per il garantire il cosiddetto “massimo ribasso” da applicare agli appalti, cioè il criterio che tutte le pubbliche amministrazioni devono osservare per assegnare i lavori. Chi fa l’offerta più vantaggiosa tra quelle che partecipano a un bando, vince.

Abbassare i prezzi può comportare una minor qualità del lavoro, ma anche degli standard di sicurezza che si applicano nei cantieri, con il subappalto degli interventi a ditte esterne che permettono un risparmio. «Si possono  effettuare delle verifiche sul massimo ribasso», dice Gianforte. «Le grandi stazioni appaltanti si impegnano a individuare anche l’eccesso di massimo ribasso».

Nel caso il RUP dovesse individuare un eccesso di ribasso può sospendere il bando e rifarlo. «Inoltre – continua Gianforte – si può intervenire sul cantiere stesso chiedendo alla società che si aggiudica i lavori di mostrare i preventivi dei propri fornitori, e anche di muoversi con precontratti condizionati. Si può addirittura chiedere informazioni sulla discarica dove vengono consegnati i rifiuti».

Questi temi dovranno essere affrontati nei corsi della PNRR Academy, che dovrà sviluppare una serie di contenuti. Questo è uno dei compiti che si è prefissato l’Osservatorio Nazionale, voluto dal ministero delle Infrastrutture.

Architetti e ingegneri esclusi dalla commissione: «Dispiace, infortuni aumenteranno»

L’idea di una commissione di controllo sugli appalti pubblici del PNRR è piaciuta a molti. Anche a chi avrebbe voluto parteciparvi, ma non è stato invitato. Ad esempio, ingegneri e architetti, che saranno coloro che materialmente dovranno occuparsi dei controlli nei cantieri. Ci saranno quindi soltanto i rappresentanti dei lavoratori, con i sindacati e le principali aziende che si occupano di appalti.

«Dispiace apprendere – dice il presidente di Fondazione Inarcassa Franco Fietta – che le professioni tecniche siano rimaste escluse dalla rappresentanza nell’Osservatorio Nazionale per la Sicurezza nei Cantieri. Il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile si è fatto promotore di una iniziativa lodevole, fondamentale in questa fase delicata per il nostro Paese alle prese con il rilancio dell’economia attraverso i programmi e i progetti del PNRR e del Fondo complementare. Per questo lamentiamo la mancata rappresentanza nell’Osservatorio nazionale delle professioni tecniche, di chi vive in cantiere questi problemi, in quanto responsabili in pieno come professionisti della sicurezza».

La stessa Fondazione Inarcassa tiene alta l’attenzione sulle tematiche della sicurezza. «Sul tema della sicurezza nei cantieri – continua Fietta – deve esserci la massima sinergia tra tutti gli attori che operano in prima linea. I dati recentemente resi noti dall’INAIL non devono trarci in inganno. Come spiega l’Istituto nell’ultimo periodico statistico Dati INAIL, la chiusura dei cantieri nel 2020 a causa della pandemia da COVID-19 ha determinato un drastico calo degli infortuni sul lavoro. Purtroppo, già a partire dal 2021, la ripresa del settore edile come conseguenza dei progetti funzionali al PNRR e il potenziamento dei bonus fiscali legati all’edilizia determinerà un probabile incremento del fenomeno infortunistico».

In copertina foto By Pixabay