Camerino, a che punto siamo?

La ricostruzione di Camerino è un’equazione di non facile risoluzione, anche alla luce delle recenti indagini. Teniamo la traccia dei lavori svolti, del loro costo e delle loro problematiche per capire come procede la riedificazione della città ducale

30.10.2026
Delle impalcature in una chiesa di Camerino, durante la ricostruzione

Camerino è una domanda di ritorno rimasta senza una risposta definita. Un quesito che ne contiene altri: che cosa resta della città ducale a dieci anni dal terremoto? Quanti palazzi ricostruiti torneranno a essere abitati? Esiste ancora, Camerino?

Alle sette di sera ci si ritrovava in corso Vittorio Emanuele, per lo struscio verso via Lili e il ritorno fino a piazza Cavour: studenti e residenti condividevano strade, negozi e teatro. Oggi avanzano i cantieri e le demolizioni aprono vuoti fra gli edifici; a settembre 2026, per esempio, restava interdetto un centinaio di metri di via Favorino. Le transenne, però, non misurano quanto manchi al ritorno della città.

Camerino è il secondo Comune più danneggiato del cratere dopo Amatrice, il primo delle Marche: il rapporto commissariale del 2022 quantifica circa 1,2 miliardi di danni. Prima le fabbriche, poi le case, infine le chiese: lo slogan friulano indicava il lavoro come priorità per ripartire. A Camerino sono tornati edifici ecclesiastici nel centro, l’ateneo si è consolidato fuori dalle mura, mentre le opere comunali attendono ancora. Patrimoni e procedure differenti spiegano parte dei ritardi, ma resta il problema di coordinare le ricostruzioni.

Il 7 aprile 2017 l’archistar Mario Cucinella presentò, con il commissario Vasco Errani e il sindaco Gianluca Pasqui, le linee di un piano strategico partecipato e una “Casa dei cittadini”. A settembre 2019 il sindaco Sandro Sborgia lo incontrò: il piano preparato ascoltando i cittadini, allora, risultava inutilizzato, ed è rimasto a prendere polvere nei cassetti.

Ma la domanda rimane, ed è necessario porsela ancora: esiste, Camerino? A che punto è la sua ricostruzione? Vediamolo insieme, tappa per tappa, intoppo per intoppo.

Chiesa e Università di Camerino guidano la ripresa

La basilica di San Venanzio ha riaperto il 15 dicembre 2019, grazie anche a 1,8 milioni della Fondazione Arvedi-Buschini. Nel 2025 sono tornati fruibili Palazzo arcivescovile e Museo diocesano, in piazza Cavour, per circa venti milioni. Per la cattedrale l’arcivescovo Francesco Massara aveva indicato la fine del 2027. Nel febbraio 2025 la diocesi seguiva 271 interventi per quasi 146 milioni nell’intero territorio, con un ufficio tecnico e procedure semplificate dal 2020 per parte delle opere.

L’Università di Camerino è ripartita dalle strutture costruite dopo il sisma del 1997. Con le sedi storiche inagibili, consolidare la presenza fuori dalle mura è stata una scelta di sopravvivenza: garantire continuità a didattica e ricerca ed evitare di perdere studenti. Nel 2018 è stato inaugurato lo studentato donato da Trento, Bolzano e Tirolo: venti edifici, 456 posti. Nel 2021 è arrivato il ChIP, con 44 laboratori. L’offerta si amplia con scienze gastronomiche, scienza e innovazione del cibo e, dal 2026-2027, scienze motorie.

L’ampliamento punta a mantenere l’attrattività dell’ateneo e ad attrarre nuovi iscritti, in un contesto di crescente concorrenza fra università e di calo della popolazione giovanile. Un fine in parte raggiunto, se il piano 2026-2028 indica a fine 2025 circa 6.500 iscritti alle lauree, 7.500 con il terzo ciclo: dati dell’ateneo, incluse le altre sedi, che non misurano gli studenti residenti a Camerino. Un’ordinanza speciale del 2021 ha destinato oltre 45 milioni a sette edifici monumentali, 14,8 al palazzo ducale, dove nel 2026 risultano avviati i lavori. Il rettorato è rientrato nel 2024 nelle ex Magistrali, ma le sedi recuperate non garantiscono il rientro degli studenti dei campus.

I progressi della ricostruzione camerte, a oggi

Il Comune dal 2022 opera a Vallicelle, nella sede da 2,2 milioni della Protezione civile, disponibile anche dopo il recupero del municipio. Il nodo riguarda il palazzo comunale e il teatro Filippo Marchetti, con l’intervento, stimato inizialmente in 10,2 milioni, che era già salito oltre i 21 nel gennaio 2025, quando i progettisti avevano chiesto oltre 1,4 milioni di adeguamento dei compensi. Di recente il sindaco Roberto Lucarelli ha indicato un quadro economico da circa 26 milioni.

La gara di progettazione era basata sul costo iniziale; i professionisti chiedono ora un compenso rapportato all’importo aggiornato. Secondo Lucarelli, però, l’aumento riconoscibile non può superare il 50% dell’offerta originaria, e richiama anche un parere dell’avvocatura dello Stato che vincolerebbe i progettisti alle condizioni accettate. Senza accordo sui compensi – spiega – non si chiudono la verifica di congruità della spesa e l’approvazione definitiva della struttura commissariale. Il risultato è che il progetto resta fermo. Lucarelli aveva proposto il collegio consultivo tecnico e due stralci, con priorità al teatro; sempre secondo lui, una causa potrebbe portare alla risoluzione del contratto, a una nuova gara di progettazione e alla revisione degli elaborati prima dei lavori.

La nuova caserma dei carabinieri, individuata nel 2020 nell’ala incompiuta dell’unione montana a Vallicelle, prevede cinque milioni; nel giugno 2021 il diritto di superficie è stato ceduto allo Stato per sessant’anni. Il Demanio ha affidato nel marzo 2022 la progettazione per oltre 550.000 euro, con la verifica è iniziata nel febbraio 2023. I militari, per ora, restano a palazzo Sant’Angelo, nell’ex ITIS. A settembre 2026 Alberto Polzonetti, promotore di Cittadini per la Trasparenza della Ricostruzione, ha chiesto con accesso civico stato del progetto, ragioni della mancata gara e tempi.

Per la vecchia caserma e l’ex carcere, complesso di San Francesco, sono previsti 10,325 milioni dell’ordinanza speciale 27/2021 per spazi culturali, museali, scientifici e universitari. Nel 2024 il Demanio ha affidato a UNICAM uno studio sulle destinazioni: 133.650 euro più IVA, durata 360 giorni. Polzonetti ne chiede gli esiti: senza un utilizzo chiaro, si rischia un contenitore vuoto.

Il dataset ottenuto da ActionAid, aggiornato al 30 aprile 2026, conta a Camerino 69 opere pubbliche per 126,2 milioni: 44 sono nelle fasi precedenti ai lavori, pari al 60,8% dell’importo, un dato che include opere in progettazione.

Sul privato, onData al 31 maggio 2026 registra 992 richieste, 708 approvate, 615,5 milioni concessi e 364,2 liquidati; 369 cantieri conclusi e 305 in corso nell’intero Comune. Il rapporto fra cantieri chiusi e edifici danneggiati è del 15,3%, contro il 27,9% di Fiastra, il 26,4% di San Severino, il 24,4% di Tolentino e il 21% di Macerata. Non è la quota di edifici ricostruiti: cantieri e fabbricati non coincidono e i danni differiscono.

Un segnale concreto arriva però dal parcheggio meccanizzato di viale Emilio Betti, la cui riapertura è prevista per il 17 ottobre, a dieci anni dal terremoto: un’infrastruttura strategica per l’accessibilità del centro storico che tornerà finalmente utilizzabile, mentre il completamento del collegamento con piazza Cavour, attraverso tre ascensori rinnovati, è annunciato per i primi mesi del 2027.

Il piano di cantierizzazione del 2023 interessa 371 edifici su circa 163.000 metri quadrati, in tre fasce. L’ultima arriva al marzo 2031: una scadenza organizzativa, di certo non un traguardo definitivo, visto che il recupero del centro si prospetta su ulteriori anni di lavori.

L’inchiesta dell’antimafia e il futuro di Camerino

Sulla ricostruzione di Camerino interviene anche l’inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Ancona, che coinvolge nel complesso 51 indagati. Tra questi figurano tre dipendenti dell’area tecnica dell’Università di Camerino, per presunti episodi di corruzione negli appalti. Secondo le ricostruzioni giornalistiche delle contestazioni, le vicende riguardano le gare per il centro di ricerca Stric, collegio Fazzini e palazzo ducale. Compare anche palazzo Battibocca: secondo l’accusa, all’imprenditore Enrico Crucianelli sarebbe stato promesso un futuro affidamento in cambio della rinuncia alla gara per il collegio Fazzini. Ad oggi, si tratta di ipotesi investigative ancora da accertare.

Crucianelli Rest/Edile aveva già ottenuto, direttamente o attraverso raggruppamenti, altri affidamenti universitari: il completamento del campus residenziale nel 2008, il recupero delle ex Magistrali nel 2022 e quello di Santa Caterina nel 2023. Sono interventi documentati da atti amministrativi pubblici, per i quali non risultano, sulla base delle informazioni finora verificate, contestazioni nell’ambito dell’inchiesta. La loro menzione documenta solo i precedenti rapporti contrattuali tra l’impresa e l’ateneo.

L’università ha disposto un audit straordinario sulle procedure dell’area tecnica, ribadendo la presunzione di innocenza dei dipendenti coinvolti. Il 28 ottobre, durante l’inaugurazione del 691esimo anno accademico, il rettore Graziano Leoni ha definito l’inchiesta «un’eclissi dei progressi importanti» della ricostruzione, assicurando che l’ateneo saprà «reagire con dignità e fermezza». Il presidente del consiglio degli studenti, Edoardo Pettinari, ha chiesto «rigore e trasparenza da tutti, indipendentemente dai ruoli ricoperti».

Intanto, secondo ISTAT, i residenti camerti sono scesi da 6.692 nel 2019 a 5.984 nel 2024: 708 in meno, il 10,6%. Il calo intreccia sisma, invecchiamento e poche nascite, me dieci anni altrove cambiano famiglie e abitudini. Le SAE hanno creato nuovi nuclei; il Sottocorte Village ha ospitato 69 attività, contro circa novanta commercianti presenti prima nel centro. È nata una piazza dedicata all’ex sindaco Dario Conti. Ad agosto 2026 il Comune ha approvato nuovi criteri di riassegnazione dei locali: il provvisorio richiede ormai gestione ordinaria.

Quanti negozi e servizi torneranno fra le mura? Mancano dati sulle famiglie che abiteranno stabilmente le case recuperate. Comune, università e curia devono unire le due città, dando ragioni a una famiglia per viverci, a uno studente per restare, a un negoziante per riaprire. Il destino di Camerino si misurerà nelle finestre accese la sera, e nelle persone che, alle sette, avranno una ragione per incontrarsi in corso Vittorio Emanuele.

 

 

 

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In copertina: l’interno di un cantiere nel centro di Camerino. Foto di Cristina Maccarrone

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