Ceres e il Social Media Management politically uncorrect
Sovvertendo le regole del discorso logico, inizio col darvi la conclusione per poi spiegare le premesse: a me questo piano editoriale Facebook di Ceres piace, e molto. Ora comincia l’arduo compito, cioè spiegare il perché secondo il mio personalissimo parere questa campagna è giusta e, credo, ben ragionata, ovvero non frutto della momentanea pazzia di […]
Sovvertendo le regole del discorso logico, inizio col darvi la conclusione per poi spiegare le premesse: a me questo piano editoriale Facebook di Ceres piace, e molto. Ora comincia l’arduo compito, cioè spiegare il perché secondo il mio personalissimo parere questa campagna è giusta e, credo, ben ragionata, ovvero non frutto della momentanea pazzia di un singolo social media manager.
Il post sulla Fanpage Ceres oggetto di critiche
Ostentando una particolare attenzione alle recenti vicende politiche, il marchio danese ha postato su Facebook due foto, due “attacchi” satirici: il primo contro l’ormai ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Il post preso di mira dalle critiche
Il secondo contro l’intera classe politica, facendo il paragone con la vicina Grecia e le loro ultime vicende interne.
Il post dedicato alla Grecia
Apprezzate solo da pochi, questi due post sono stati oggetti di forti critiche, sopratutto da esperti social e creativi digitali. Divisi a metà (con una leggera vincita del “Mi Piace”) i normali utenti e consumatori abituali di birra Ceres.
Per Ceres, un social media management Epic Win
Certo, le battute sono satiricamente piuttosto forti, à laSpinoza.it, ma per intenderci, si integrano perfettamente nella strategia Ceres. Infatti, innanzitutto sono battute creativamente geniali, che hanno rotto la monotonia delle ultime campagne digital italiane in generale (l’ultima degna di nota era stato il real time di Barilla durante i recenti Mondiali brasiliani, grazie all’ormai epico morso di Suarez a Chiellini); chapeau ai social media manager di Ceres.
In secondo luogo non bisogna dimenticare che il target di Ceres è giovane (18-30), un target sul quale si è posizionato negli ultimi anni con la campagna “La città ha bisogno di eroi”. Strategicamente, i due post sono in linea proprio con quest’ultima campagna, nella quale gli eroi sono 4 giovani metropolitani super normalissimi (cioè come la maggior parte di noi). Inoltre Ceres ha sicuramente estrapolato insight dal web, che rileva un sentiment decisamente negativo verso la classe politica nostrana.
Risulta azzeccato anche il contesto: le battute sono appunto “battute da bar”, quelle che di solito si fanno in compagnia davanti a una birra fresca. Infine, lungi da me far ulteriori polemiche, fuori tema per giunta, ma i critici di questi post sono gli stessi che fino a 2 settimana fa inneggiavano alla libertà di espressione e di satira per Charlie Hebdo? Senza dimenticare i precedenti: in passato ci sono state altre battute satiriche da parte di brand, molto più pesanti per giunta (vedi Ryanair con le vicende “extrapolitiche” di Berlusconi), che sono passate inosservate agli occhi dei più. Dulcis in fundo, forse la più importante delle motivazioni, la portata organica dei post: il primo conta 3.230 like, 122 commenti e 876 condivisioni, mentre il secondo 3.660 like, 41 commenti e ben 1.090 condivisioni (non oso immaginare il reach raggiunto).
Come si fa a riconoscere un oggetto di valore da una patacca? “Solo in un modo: affidandosi a venditori affidabili, da tempo sul mercato”. Michelangelo Coltelli, 45 anni, bolognese, è figlio di figli di gioiellieri, da più di 180 anni sul mercato. Le sue parole non sono uno spot all’attività di famiglia, piuttosto un modo […]
“Parla come mangi. Alla tua bella immagine non credo. Non mi basta. Perché dovrei sceglierti? Voglio capire chi sei. Parla chiaro. Osa e sii sincero. Dimmi qualcosa di te. Fammi capire come sei. Perché dovrei sceglierti? Ho avuto già troppe fregature. Dimmi qualcosa di te che hai e che vorresti non avere. Qualcosa che hai […]
A guardare i canali YouTube di brand come Vodafone, Enel o Fiat ci sarebbe da credere che esistono luoghi del marketing che privilegiano alcuni e penalizzano altri. In realtà quello che ha fatto YouTube, e semplicemente la maggior parte degli utenti business non ha ancora recepito, è stato mettere nelle mani di tutti l’arte della […]