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Il Natale dei lavoratori Amazon: pacco, doppio pacco e contropaccotto

Il Natale dei lavoratori Amazon: pacco, doppio pacco e contropaccotto

"Era meglio la catena di montaggio": le condizioni di lavoro nei poli logistici di Amazon (e non solo) rasentano lo sfruttamento. E per le coop della Città del Libro la GdF ha parlato di caporalato.

Andrea Ballone

24 Dicembre 2020

Il Natale 2020 è stato quello degli acquisti online. Le molte restrizioni imposte dalla pandemia nel corso dell’ultimo anno hanno dato una spinta alla tendenza che avevano già in molti, cioè quella di acquistare sempre di più in Internet, affidandosi a grandi catene di distribuzione. Ma dietro ci sono i lavoratori, spesso mal pagati e costretti a lavorare su turni massacranti con contratti precari.

Nel corso dell’ultimo anno il 70% degli italiani ha effettuato almeno un acquisto online. Tra coloro che non l’hanno mai fatto, secondo i dati Nomisma, il 29% si dice interessato a sperimentare questo canale in futuro. Probabile che lo abbia fatto durante le feste natalizie, anche perché recarsi nei negozi non era semplice e si rischiava comunque di incorrere in assembramenti e di mettere a rischio la propria salute.

A risolvere il problema del regalo giusto al momento giusto ci hanno pensato i tanti che ogni giorno spostano carrelli pieni di pacchi lungo capannoni, sorti all’improvviso agli imbocchi delle autostrade, dove un tempo c’erano campi coltivati.

Immigrati 2.0, al Nord in cerca di un lavoro

Un paese di 1.542 abitanti e una fabbrica di novecento operai. Si chiama Castelguglielmo, è in provincia di Rovigo, e il 21 settembre ha visto l’arrivo del polo logistico di Amazon, che ha attirato lavoratori da tutta Italia.

Il colosso statunitense ha promesso assunzioni a tempo indeterminato nel giro di tre anni. Ma intanto molti contratti sono da 64 ore mensili, della durata di un mese solo: niente che possa permettere a un qualsiasi lavoratore (in tanti provengono dal Sud) di pagarsi un affitto. Alcuni hanno deciso di dormire in camper per tutto il periodo, altri si pagano una stanza di albergo a 40 euro al giorno, e c’è chi ha pensato di trovare alloggio al dormitorio comunale della vicina Rovigo, che però ha solo sedici posti, che sono andati esauriti nel giro di poco tempo – anche perché dovrebbero servire ai senzatetto della città veneta.

«Le criticità – dice Dario Pitacco, segretario della NIdiL CGIL di Rovigo – stanno emergendo. Non è possibile per molti vivere qui per l’insostenibilità economica dei contratti di lavoro proposti. La necessità spinge chi vive lontano da …