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Si chiama body rental, è il caporalato degli informatici

Si chiama body rental, è il caporalato degli informatici

Il precariato del settore IT ha origine da un mercato illegale di consulenze: aziende che "prestano" informatici a terzi, con paghe inferiori agli standard e nessuna tutela.

Il settore informatico e la sua continua evoluzione richiedono specialisti in costante aggiornamento, figure professionali indispensabili, che verrebbe da pensare siano ben retribuite e apprezzate. Purtroppo non è così. Anche il mondo del lavoro degli informatici è fatto di precarietà e sfruttamento; in particolare, una delle formule più comuni di rapporto lavorativo è il cosiddetto body rental.

Di che cosa si tratta? Traducibile alla lettera come “prestito del corpo”, il body rental è una formula contrattuale tramite cui un’azienda che necessita di un informatico, che sia un programmatore, un tecnico o un analista di dati, si rivolge a un’azienda di consulenza, che manda uno dei suoi informatici in prestito per una durata pattuita e per svolgere un compito specifico. L’azienda cliente paga a quella di consulenza una cifra giornaliera e il lavoratore riceve un fisso mensile. Potrebbe essere visto come il contrario dell’outsourcing. Non è un’esclusiva del campo IT, ma la natura delle mansioni e dei progetti ne ha incentivato l’uso.

Il problema di questo sistema è che è illegale. Si tratta di “Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”, reato inserito nel Codice penale dall’articolo 12 del decreto-legge numero 138 del 13 agosto 2011. La somministrazione del lavoro può venire solo da agenzie a…