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Terremoto, immobili abbandonati: l’antidoto alla solitudine sarà il silver cohousing

Terremoto, immobili abbandonati: l’antidoto alla solitudine sarà il silver cohousing

La coresidenza potrebbe migliorare la vita di molti anziani, riqualificare i borghi terremotati e valorizzare il patrimonio immobiliare. Vediamo come.

Monia Orazi

17 Marzo 2021

A Nichelino, in provincia di Torino, sorgerà il presidio sociosanitario assistenziale “Rimembranza”, destinato a ospitare 120 posti letto di residenza sanitaria assistenziale per anziani e 20 posti per il centro diurno. Sarà una struttura su due piani, con una superficie di oltre seimila metri quadrati e dotata di parcheggio esterno, non lontano dal parco della Rimembranza, appunto.

Si tratta di una proposta di investimento della società di gestione del risparmio Numeria Sgr, con il fondo Salute 2 destinato al settore delle residenze per anziani, che vanta un capitale sociale di 50 milioni di euro investito in una quarantina di strutture nel Nord e Centro Italia.

Tra i maggiori gruppi privati che in Italia gestiscono strutture per anziani vi sono il gruppo Korian e Domytis, oltre alla Kos controllata dalla famiglia De Benedetti. Korian gestisce, solo per le case di riposo, 54 strutture, per un totale di 5.600 posti letto. Domitys, società francese specializzata nella residenzialità per anziani, per 1.500 euro al mese offre appartamenti pensati per un abitare attivo, con servizi di accoglienza, sorveglianza, animazione e assistenza alla persona, individualizzati e destinati a ultrasessantacinquenni autosufficienti o parzialmente autosufficienti. Kos ha creato il brand “Anni Azzurri” per raggruppare le 53 case di riposo del gruppo, che in totale gestisce 8.700 posti letto complessivi, considerando anche centri di riabilitazione, comunità terapeutiche e due ospedali.

Terza età, quanto mi costi: i prezzi del senior housing

A “prendere le misure” del business dell’assistenza agli anziani autosufficienti è lo studio di Nomisma sul senior housing, la residenzialità rivolta a chi ha più di 75 anni ed è autosufficiente, che attira l’interesse dei privati perché “l’investimento risponde a strategie di diversificazione degli asset; è un segmento anticiclico, perché non strettamente legato alla congiuntura economica, e di medio-lungo periodo, quindi capace di assicurare una redditività stabile nel tempo”.

La ricerca analizza le differenze tra i canoni di affitto attuali nelle città di Bologna e Milano, a seconda di chi gestisce il servizio. Il costo inferiore si ha nelle Asp, aziende pubbliche di servizi alla persona, dove il canone di locazione mensile oscilla tra 678 e 720 euro, mentre per le strutture gestite da cooperative sociali si va dai 700 ai 1.100 euro.

Per la gestione privata, una società privata internazionale che gestisce residenze per anziani chiede dai 1.140 euro mensili per una persona senza pensione completa fino a 1.900 euro mensili. Un gruppo immobiliare che gestisce residenze per anziani nel milanese chiede tra i 1.500 e i 1.800 euro mensili a persona.

È dalla gestione degli edifici concessi in locazione che si ricava il guadagno, a fronte di un investimento minimo in servizi. A metà tra centri diurni e residenze sanitarie assistenziali, ovvero quelle che il linguaggio popolare definisce “case di riposo”, permettono di esaltare fin quando possibile l’autonomia e l’indipendenza degli anziani, offrendo loro anche quel minimo di esperienza collettiva e socialità che in una struttura a gestione ospedalizzata difficilmente si trova.

Un posto letto ogni 41 anziani, che continuano ad aumentare

In Italia oltre 22…