Andrea Valente

Nasce in un secolo breve, cresce in quello corrente, ma appartiene a un altro secolo ancora. Pugliese, anche se avrebbe potuto rivendersi con origini più intricate. Studia lettere, parla tre lingue e ne capisce cinque, eventi da CV che punteggiano una vita dedicata alla lettura e alla scrittura – in quest’ordine. Le prime commissioni editoriali le svolge per i compagni di banco; riprende anni dopo occupandosi di correzione di manoscritti, valutazione di testi e scrittura digitale. A nove anni si appassiona alla poesia, a diciannove alla linguistica, a ventinove al vino. Diventa sommelier; su poeta e linguista sta ancora lavorando, e continuerà per molto tempo. Prevede che a trentanove anni si entusiasmerà per il giornalismo, per cui ha scelto di partire con qualche anno di anticipo.
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Il capo del corpo dei pasdaran inginocchiato di fronte all'ayatollah Khamenei
Di mestiere pasdaran

Non solo fanatismo: dietro il corpo dei Guardiani della Rivoluzione, che tiene in piedi una teocrazia sempre più cruenta, ci sono forti ragioni economiche e motivazioni che passano per il lavoro, se in Iran gli ufficiali guadagnano più dei medici, e la maggior parte delle professioni civili è scivolata sotto la soglia di povertà


Reportage

Una città distrutta dai bombardamenti
La guerra rovescia il lavoro

In Venezuela i medici che hanno scelto di non scappare all’estero sono rimasti e hanno iniziato a fare lavori di miniera. In Yemen i dipendenti pubblici e gli insegnanti finiscono a spacciare il qat, la droga più consumata nel Paese. Sono solo due delle nove fotografie che SenzaFiltro ha scattato nei luoghi di guerra per dimostrare che i conflitti ribaltano le priorità di sopravvivenza. Il lavoro è l’architrave invisibile di un ordine politico e sociale, non solo un’attività economica: diventa nitida soprattutto nei luoghi di frattura. Questo reportage nasce dall’idea che guerre e crisi penetrino nel tessuto più intimo delle società per alterarne le molecole professionali – e, attraverso esse, il senso stesso della dignità.

Cuba, Venezuela, Iran, Yemen, Arabia Saudita, Stati Uniti, Kenya, Uganda: qui non raccontiamo cronache esotiche di fallimenti lontani, ma mostriamo quanto sia fragile la modernità, con le sue promesse di emancipazione attraverso la competenza. Perché, di fronte alla violenza fisica o economica, la piramide del lavoro rovescia la sua gravità.

Potremmo permettercelo? Un uomo si appresta a pagare con banconote da 5 euro
Potremmo permettercelo?

Siamo circondati da prodotti che hanno un costo sul lavoro, sull’ambiente e sulla salute, e un prezzo al consumatore che non ne rispecchia né il valore né i lati in ombra. Da un concerto a una borsa artigianale, da uno smartphone fino a una bottiglietta d’acqua, siamo in grado di ripercorrere i processi alla base della produzione di ciò che diamo per scontato? Questo reportage è un viaggio nel lavoro invisibile dietro gli oggetti e i servizi che fanno la nostra vita quotidiana.

Lavoro di nuovo

Questo reportage di SenzaFiltro è stato affidato ad alcuni dei partecipanti al “Corso di scrittura giornalistica per non giornalisti” che abbiamo organizzato nel 2020: sono stati loro a chiedere di usare il filo rosso del rientro al lavoro per mettersi alla prova con un testo. Non sono giornalisti ma liberi professionisti e persone d’azienda che ci […]