Quello che Storari sta costruendo – con pazienza, da anni, in settori diversi, ma con una logica coerente – è un nuovo standard di responsabilità economica. Non basta dichiarare di rispettare la legge. Non basta avere un codice etico sul sito. Non basta affidarsi a un fornitore certificato. Bisogna guardare dentro la propria catena di fornitura, fino in fondo, fino ai lavoratori che stanno all’ultimo gradino. E se all’ultimo gradino ci sono persone sfruttate, chi sta in cima non può chiamarsi fuori.
I numeri ottenuti da questo approccio sono eloquenti: oltre 600 milioni di euro versati al fisco tra logistica, moda e GDO, e decine di migliaia di lavoratori regolarizzati. BRT, UPS, DHL, GS-Carrefour, Amazon: un campionario di nomi che racconta come il caporalato non sia un’anomalia ma una scelta strutturale, tollerata a lungo perché conveniente per tutti tranne che per chi lavora.
L’Europa si sta muovendo nella stessa direzione: la Direttiva CSDDD sulla due diligence di filiera, la Lieferkettengesetz tedesca già in vigore, le normative sul whistleblowing, convergono tutte su un principio: chi beneficia risponde. La responsabilità sale lungo la catena, non scende.
In Italia, in assenza di una legge sul salario minimo – che il Governo continua a rifiutare – e senza un intervento legislativo organico sul lavoro di piattaforma, sono i magistrati a tenere il campo. Non è normale. Non dovrebbe toccare a una procura fare il lavoro della politica. Ma è quello che succede quando la politica abdica, quando le lobby sono più veloci dei parlamenti, quando ogni proposta di regolazione viene sepolta sotto l’argomento della “flessibilità” e della “libertà di impresa”.
Nel frattempo, le biciclette gialle e le giacche termiche continuano a sfrecciare per le vie di Milano. L’algoritmo Frank – il sistema di Deliveroo che registra ogni secondo, che penalizza ogni ritardo, che trasforma il rifiuto di un ordine in un passo verso l’esclusione dalla piattaforma – continua a girare. Ma adesso, finalmente, c’è qualcuno che lo guarda negli occhi.
E non è solo.
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