Zona Franca

Un lavoratore di Specialisterne, società dedicata al collocamento di persone con autismo e sindrome di Asperger.

Autismo e sindrome di Asperger: il mondo IT cerca proprio loro

Autismo e sindrome di Asperger: l'85% non ha un lavoro. Ma l'agenzia Specialisterne si occupa dell'inserimento lavorativo delle persone con questo disturbo.

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Grande tenacia, estrema precisione e ottima memoria sono abilità preziose per il settore IT, nonché naturalmente presenti nelle persone con disturbo dello spettro autistico. Thorkil Sonne, impiegato in un’azienda informatica in Danimarca, se ne rese conto per la prima volta nel 2004, quando, di ritorno da un viaggio in Europa con la famiglia, vide il figlio con sindrome di Asperger disegnare in autonomia la cartina stradale, completandola con 150 caselle e 500 caratteri alfanumerici senza avere l’originale sotto gli occhi. Profondamente colpito, Sonne decise di puntare tutto su questo incredibile potenziale inespresso: è così che chiese le dimissioni, mise un’ipoteca sulla casa e fondò Specialisterne, “Gli Specialisti” in danese, un’agenzia del lavoro sui generis con l’obiettivo ambizioso di valorizzare le grandi capacità delle persone con autismo e dar loro un concreto futuro lavorativo.

 

Specialisterne: autismo e sindrome di Asperger, risorse nascoste

«Nel mondo l’85% di queste persone è senza lavoro: la nostra mission è dare una formazione come consulenti informatici a persone con autismo ad alto funzionamento e sindrome di Asperger, per poi offrire un’opportunità professionale nel settore IT con il supporto di un coach», racconta Stella Arcà, Responsabile Marketing e Vendite di Specialisterne. «Siamo presenti in 21 Paesi e 39 città nel mondo, abbiamo una partnership con l’ONU e un ruolo attivo nell’organizzazione della Giornata Mondiale dell’Autismo».

Dal 2017 Specialisterne ha una sede anche in Italia, a Milano: in questo periodo sono stati inseriti 25 dipendenti a tempo indeterminato presso varie aziende, come Everis e Flex, mentre all’estero è la multinazionale SAP a contare più consulenti, ben 130 in dieci paesi diversi. Il modello proposto, che ha attirato l’attenzione anche dell’Harvard Business School con tre casi studio pubblicati tra il 2008 e il 2016, prevede una duplice focalizzazione: non solo sulla singola persona con autismo, ma anche sulla realtà aziendale in cui questa verrà inclusa.

«L’obiettivo è cambiare la percezione della diversità e identificarla come un valore aggiunto, perché questo è un fattore che accomuna tutti: siamo tutti diversi gli uni dagli altri», spiega Luciana De Angelis, psicologa e tutor di formazione. Dopo una fase di selezione sulla base delle competenze e della motivazione al lavoro nell’aspirante consulente, Specialisterne offre un percorso formativo di quattro mesi full-time, completamente gratuito e personalizzato, al fine di creare un profilo specifico e in linea con le esigenze aziendali. «La formazione persegue tre obiettivi: tecnico, con l’insegnamento di nozioni utili al lavoro; sociolavorativo, con colloqui individuali e di gruppo; valutativo, legato alle effettive necessità dell’azienda cliente. Una volta che il nostro consulente viene assunto, la figura del tutor diventa un ponte con l’azienda e regola tutti gli adattamenti necessari per garantire qualità e rendimento di ottimo livello».

 

Il supporto alle aziende clienti

Anche l’azienda cliente riceve da Specialisterne una formazione specifica prima dell’effettivo inserimento della risorsa: «Abbiamo seguito un corso sulla sindrome di Asperger, focalizzandoci poi sulle caratteristiche dei singoli consulenti», racconta Laura Gortan, team leader in Everis, multinazionale IT che in Italia ha assunto 10 consulenti con autismo. Di questi, 4 lavorano nel team di Laura. «Dal punto di vista dell’inserimento, fatta eccezione per la fase iniziale, abbiamo seguito lo stesso processo che mettiamo in atto con qualsiasi altro consulente, attraverso l’affiancamento ai nostri dipendenti per imparare le attività e diventare autonomi. In più c’è tutto il supporto che viene fornito da Specialisterne, con una serie di strategie per superare alcune difficoltà nel lavoro quotidiano».

Uno degli aspetti più interessanti riguarda proprio il sostegno continuo, che si rivela una risorsa preziosa, sia nella gestione del singolo dipendente, sia nel miglioramento dell’efficienza aziendale. Thomas Taioli ha trent’anni, una diagnosi di sindrome di Asperger e un contratto a tempo indeterminato con Everis Italia, dove lavora dal 2017 come addetto alla gestione dei ticket e alla segnalazione delle problematiche dei sistemi informatici. «Durante il mio inserimento tendevo a fare continuamente domande, a voler conoscere più di quello che era necessario: questo mi ha dato qualche problema, ma durante le sessioni di coaching ci abbiamo lavorato e ho limato alcune mie rigidità. Talvolta bisogna trovare delle soluzioni più morbide rispetto a quello che si hanno in testa e non è sempre così semplice arrivarci. Desidererei però migliorare ulteriormente: il mio obiettivo è “domani meglio di oggi”».

Con il supporto della tutor e della team leader, Thomas sta infatti delineando la sua crescita professionale in azienda, in linea con le sue attitudini e aspirazioni. Le strategie messe in campo con i consulenti provenienti da Specialisterne diventano, poi, un punto di forza per l’azienda stessa nella gestione dell’intero team di lavoro: «La necessità di comunicare in maniera più diretta mi ha permesso di arrivare in modo più efficace e senza mezzi termini anche al resto del team, evitando tutti quei classici fraintendimenti in grado di complicare e rallentare il lavoro», continua Laura Gortan. «Abbiamo imparato molto da questa collaborazione: le differenze sono azzerate, nel rispetto delle singole particolarità, e il gruppo è diventato molto coeso. Questo mi ha permesso, inoltre, di valorizzare le caratteristiche individuali, mettendomi più in ascolto delle singole esigenze e trasformandole in un punto di forza per migliorare il rendimento del team. I risultati sono un continuo scambio e una crescita costante, per tutti».

Vanessa Cappella lavora a Roma come giornalista freelance e consulente di comunicazione. Con in tasca una laurea magistrale in Editoria e Scrittura e un debole per i temi legati ai diritti sociali, ha collaborato a lungo con il quotidiano La Repubblica e altre testate a diffusione nazionale. Nel corso degli anni, ha partecipato a molteplici progetti di comunicazione e gestione di uffici stampa, tenendo anche laboratori pratici presso l’Accademia di Costume e Moda di Roma. Attualmente cura un blog sul Fatto Quotidiano e gestisce lo studio di comunicazione LuVaHop. [ Guarda tutti gli articoli ]

Commenti

  • Andrea Mattioli

    Bello!! anche noi stiamo aderendo ad un progetto di una associazione che ha lo stesso fine. http://www.associazionepiper.org/aspergersatwork/

    Speriamo parta presto perche’ un progetto di inclusione cosi ha un valore enorme.

    Andrea

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