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Il Lato A di Marco Ceresa

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Marco Ceresa, originario di un piccolo paese vicino a Lecco, oggi vive a Bologna e lavora a Milano.

Laureato in Bocconi, ha fatto carriera in Philips in Austria e Olanda prima di rientrare in Italia e approdare in Randstad Italia di cui oggi è Amministratore Delegato.

Della provincia Marco conserva la semplicità e la schiettezza. La sua è stata una gioventù piena di musicisti: il papà era medico e lì intorno abitavano pazienti illustri quali Battisti, Celentano, la Vanoni e Fausto Leali.

E’ proprio attraverso la musica – e in sole quattro canzoni – che mi racconta la sua storia.

Marco viveva e lavorava a Vienna in un periodo in cui non c’erano radio e TV italiane e il giornale arrivava il giorno dopo. Sembra un altro mondo raccontato oggi ma erano proprio le nostre canzoni, famose all’estero, a fargli sentire l’Italia vicina. Una di queste, in particolare, lo ha sempre rappresentato, lui che si è trasferito dal paese alla città per studiare, con la semplicità di chi guarda al mondo con entusiasmo e la voglia di scoprire e conoscere cose nuove.

E’ stato anche il disco regalatogli dalla mamma a lasciargli un segno: la storia di qualcuno che lascia il paese per andare a vedere come è fatto il mondo. Proprio come il Ragazzo della via Gluck.

Crescendo Marco aveva anche tentato, sulle orme del papà che era un buon giocatore, la strada dello sport: una stagione nelle squadre giovanili del Lecco. Ma mi confessa che a mettere fine alla carriera fu una frase che l’allenatore disse al padre. “Il ragazzo farà strada – salvo aggiungere – per cui è meglio che continui a studiare”.

Marco ha la forte convinzione che i successi si costruiscano con la fatica e col lavoro, tranne i rari casi in cui si è dotati di un talento straordinario: niente, per lui, descrive tutto questo come il pezzo che descrive perfettamente un simile modo di vivere la vita e affrontarne le sfide. Anche Marco sente con orgoglio di vivere Una vita da mediano.

Per propormi un altro pezzo di vita e musica Marco mi confida la storia dei suoi grandi amori: pochi ma molto intensi e vissuti con tutto se stesso. Del resto una storia d’amore per funzionare richiede impegno, sangue e sudore – mi dice – perché non sempre tutto va come vorremmo. Ma bisogna crederci sempre.

Spezza le vene delle mani  / Mescola il sangue col sudore / Se te ne rimane

È come un altare di sabbia in riva al mare.

E’ difficile raccontare meglio di Ivano Fossati La costruzione di un amore.

All’inizio degli anni 2000 Marco è in viaggio, un bellissimo tour nel sud della Spagna che è anche l’occasione per scoprire persone e culture nuove. Proprio per questo si ascoltava solo musica rigorosamente ispanica; una in particolare è rimasta nel cuore come l’emblema di quei momenti: la voce di Andrés Calamaro prende in prestito un brano magnifico di Joaquin Sabina: Contigo.

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Lato B, il ruolo in azienda

Avendo lavorato molti anni nel gruppo Philips, in particolare per il brand Marantz, la vicinanza con la musica è sempre stata una costante. Nel 1991, però, l’azienda di cui era Direttore commerciale decise di sponsorizzare una tournée: e così Marco ha avuto l’occasione di vivere in prima persona l’atmosfera dei live a Parigi, Vienna e Amsterdam. Quel suono di chitarra così unico lo stregò letteralmente: era Mark Knopfler con i Dire Straits ed è come se fossimo lì ora, proprio quando inizia On every street.

Ora si tratta di scegliere una canzone che parla di lavoro e che rappresenti il suo modo di intendere il lavoro: un grande gioco. Un gioco a cui si gioca seriamente, rispettando le regole e con l’impegno e il rigore che solo i bambini sanno metterci. Ma resta pur sempre un gioco dove passione e divertimento non dovrebbero mai mancare. E’ ancora Celentano a ricordarci che Chi non lavora non fa l’amore.

Il viaggio musicale nelle aziende continua.

 

Credits:

Snooky Records Studio by Marzio Francone

Unsplash.com. Saxophone by A. J. O’Reilly