Zona Franca

Mezze bugie e mezze verità di un’Italia che vorrebbe passare alla Cassa (integrazione)

Non convince il quadro politico e operativo sulle modalità e tempistiche di ottenimento degli ammortizzatori sociali, su tutti la Cassa integrazione. Ne parliamo con Gianmarco Guerrini, Ad di Gefar Services.

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Quando parlammo con loro già alcune settimane fa, ai primi passi dal lockdown e con 350 aziende sparse per l’Italia a cui “fanno i conti” tutti i giorni di ogni anno, capimmo subito che stavano andando oltre il ruolo secco di consulenti. Tanto più in un momento storico in cui la maggior parte degli studi aveva chiuso bottega o iniziava a fare sciacallaggio prima mediatico e poi economico sulle difficoltà dei propri clienti. Gianmarco Guerrini, Ad di Gefar Services, non è nuovo a presentarsi come la “pecora nera” nel suo mondo delle consulenze del lavoro – un mondo allacciato con mille cinture di sicurezza a logiche e modelli del passato per la paura di doversi trasformare e di mettersi in gioco prima con se stessi e poi coi clienti. Dire “pecora nera”, sembra chiaro, è un complimento.

La chiacchierata della nostra redazione con lui parte dalla puntata di Radio Anch’io (Rai Radio1) del 22 aprile scorso e dal commento alle dichiarazioni in diretta della Ministra del lavoro Nunzia Catalfo secondo cui non solo il Governo ha semplificato i modelli e le procedure di accesso alle pratiche ma 2 milioni e 800 mila dipendenti hanno già riscosso la CIG ordinaria con anticipazione da parte dell’azienda, in attesa che entro il 30 aprile i restanti 1 milione e 100 mila dipendenti riscuotano direttamente dall’INPS.

“Questa dichiarazione mi ha allarmato e non poco, provo a spiegarlo. Intanto da una nostra stima interna, misurata attentamente su come abbiamo dovuto smontare il nostro modello organizzativo riadattandolo di colpo alle nuove esigenze degli Enti e degli Istituti, la semplificazione può essere tradotta in un semplice 15/20 % rispetto alle procedure e modulistiche ordinarie. L’elemento che però mi allarma di più sono i dati: numeri campati in aria. La Ministra parla solo di Cassa Integrazione Ordinaria, quindi di uno strumento che prevede la possibilità di anticipare l’integrazione da parte del datore di lavoro. Infatti chi ha riscosso sono proprio i lavoratori ai quali era possibile anticipare la CIG, ma l’INPS ancora non ha pagato niente e siamo al 25 aprile”.

Con lui ricostruiamo i principali ammortizzatori sociali per il sostegno al reddito.

1. Cassa Integrazione Ordinaria (CIGO): Aziende industriali e Edilizia. Il pagamento può essere anticipato dall’azienda o, in fase di domanda, si può richiedere il pagamento ai dipendenti direttamente dall’INPS

2. Fondo Integrazione Salariale (FIS): Aziende del Turismo e Pubblici esercizi. Stessa procedura di pagamento della CIGO:

3. Fondo di solidarietà bilaterale per l’Artigianato (FSBA): le Aziende artigiane escluse sono quelle Edili. Il pagamento viene qui anticipato solo dall’azienda.

4. Cassa Integrazione in Deroga (CIGD): vale per le Aziende fino a 5 dipendenti che non hanno coperture di ammortizzatore sociali per inquadramento previdenziale e che, comunque, non rientrano nei casi precedenti.

Da quali settori avete avuto più richieste di assistenza?

“Noi facendo prevalere il buon senso, abbiamo iniziato a gestire le pratiche delle aziende in quei settori più colpiti che sono stati anche i primi ad essere stati chiusi: turismo e Pubblici Esercizi. Tra l’altro molti dei nostri clienti hanno la sede nelle regioni del centro nord più colpite. La dichiarazione della Ministra mi ha allarmato anche per questo, le sue parole mi hanno confermato che non c’è stato un criterio logico nel prendere in carico le richieste”.

Interpreto in male fede se dico che è sembrata la strada più facile quella percorsa dal Governo e comunicata agli italiani?

“Anche da quello che ci risulta, sembra che siano state prese per prima in carico le CIGO perché in gran parte già pagate dall’azienda, così da poter dire che a fine aprile avevano pagato già tutte le Casse integrazioni Ordinarie. Sì, come a dire la strada più semplice per dimostrare che qualcosa di concreto è stato fatto. Forse vale per i giornali ma certo non per tutti i dipendenti che non rientrano in quell’ammortizzatore. La mia non è una valutazione o un giudizio politico, da professionista analizzo la situazione e i dati di fatto”.

 

Commentiamo con lui le tabelle per evincere che i dati del carico di lavoro di Gefar riflettono un panorama nazionale: ma il dato che preoccupa è quello relativo a FIS e CIGD dove il pagamento viene effettuato in entrambi i casi dall’Inps. Tirando le somme: la Catalfo ha dato una mezza bugia – i suoi dati non sono conformi a quanto pubblicato il 23 aprile dall’Inps – e una piena verità, che però era la strada più comoda – le CIG autorizzate e pagate sono state solo quelle ordinarie. Cosa dicono ora a tutti gli altri dipendenti dei settori più colpiti e quindi chiusi da più tempo, quelli che riapriranno più tardi? Cosa gli diranno sugli stipendi di marzo?

Guerrini ci racconta che dai primi di marzo invia periodicamente una newsletter per tenere informate le sue aziende. Lo fa senza sconti sulla confusione generale della politica e della sua esecutività operativa, oltre che sul pericolo di comunicazioni che arrivano dall’alto e sulle speranze ingenerate anche a vuoto. Lo fa anche chiedendo scusa per i ritardi: certo non dipendono da loro ma, essendo loro l’anello della catena che si sta facendo carico di finalizzare le pratiche, il senso di responsabilità taglia l’aria dell’ufficio.

“La nostra posizione in questo momento è strategica, non ci limitiamo a parlare e a fare consulenza ma siamo di fatto gli operatori che permetteranno ai dipendenti, se tutto va bene, di riscuotere le varie integrazioni salariali e ricominciare a respirare”.

L’emergenza del Covid-19 può rivelare anche vicinanza tra cultura del lavoro e vita vera. Tutta la loro attività di consulenza è stata per ora garantita da Gefar ai clienti senza costi, consapevoli del disagio e della preoccupazione che tiene sveglie le centinaia di aziende. Guerrini ha messo in campo tutta la sua squadra senza lesinare nulla, chiedendo loro aiuto a fare straordinari nelle fasi di picco (ovviamente retribuiti), attivando smartworking e dialogo costante tra sede e uffici domestici dei collaboratori. Niente di nuovo, per loro, ad essere snelli e tecnologicamente pronti: già nel 2017 il Politecnico di Milano premiò lui come Professionista dell’anno per la creazione di GefarApp: non la sola analisi di clima misurata anonimamente da cellulare per ogni dipendente ma la possibilità vincente di andare a scavare il loro stato emozionale, scardinando una logica fino a quel momento tabù.

Voi del settore come interpretate le date pubblicizzate sugli accreditamenti, che polso avete?

“Più volte, dopo la pubblicazione del Decreto Cura Italia (17 Marzo), Il Presidente del Consiglio ha parlato di pagamento della Cassa Integrazione già dal 15 aprile. Questa data è stata presa da molti dipendenti come data attendibile quindi, anche non volendo e pur essendo comprensibile il bisogno di rincuorare, è stata data una speranza purtroppo infondata. Sono sotto gli occhi di tutti le notevoli pressioni e i conseguenti problemi sociali scatenati da quell’attesa. Anche in questo caso non si è tenuto conto del flusso operativo”.

Chiudiamo l’intervista il 24 aprile, con la comunicazione dell’ABI appena sfornata e che sembra abbia orecchiato lo scambio con Gianmarco Guerrini di queste giornate.

“Già, sembra proprio che ci abbiamo sentito. E’ uscita proprio ieri una circolare che chiarisce quello che per 24 giorni è stato da parte nostra difficile da far comprendere. Queste le parole: Nella documentazione prevista dalla Convenzione, per la domanda di anticipazione della Cassa integrazione in deroga, non è previsto che il lavoratore presenti alla banca il modello “SR 41”. Anche in questo caso, però, la circolare non è completa perché si riferisce solo ad uno degli ammortizzatori sociali nonostante il procedimento sia uguale anche per gli altri. Come scritto anche nell’articolo di oggi del Sole 24 ore, è evidente che dovrà uscire una nuova informativa per allargare la logica anche agli altri casi.

Sempre con la finalità di ridurre i tempi, la medesima procedura dovrebbe essere applicabile anche nel caso di anticipazione di cassa integrazione guadagni ordinaria o di assegno ordinario del Fis, sebbene l’Abi nella circolare del 9 aprile consenta la richiesta dell’SR41. Infatti, qualora il datore di lavoro che ricorre alla Cigo o all’assegno ordinario opti per il pagamento diretto (in luogo dell’anticipo), l’iter di presentazione dell’SR41 è analogo a quello della cassa in deroga: la domanda va presentata non alla Regione ma direttamente all’Inps che comunque deve rilasciare l’autorizzazione e il relativo codice da inserire nel modello SR41”.

Oggi è il 25 aprile, dovremmo festeggiare e ricordare altro.

Il Covid-19 invece ci ha sbattuto in faccia il retro della bandiera: tutti i fili della burocrazia, intrecciati e sovrapposti senza logica. Una bandiera come fosse un ricamo che davanti fa vedere il tricolore e dietro nasconde l’ombra. Speriamo di non bucarla, perché le toppe sono sempre più ignobili dei buchi.

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