Il palco di Musicultura, il festival ideato da Pier Cesanelli

Musicultura e il suo artigiano della canzone

Senza Filtro a colloquio con un figlio illustre della cultura marchigiana: parla Piero Cesanelli, ideatore del festival Musicultura.

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L’Italia viene spesso definita terra di santi, poeti e navigatori, e forse nessuna regione incarna pienamente questa immagine come le Marche, dove si respira aria buona e ci si ispira.

Se ampliassimo la definizione di poeti anche ai musicisti e cantanti, infatti, la lista di artisti marchigiani sarebbe davvero lunga. Da Giovan Battista Pergolesi e Gioacchino Rossini a Gaspare Spontini, da Beniamino Gigli a Jimmy Fontana, fino ai più moderni Giovanni Allevi e Raphael Gualazzi. Ci sono poi artisti come Marco Poeta, fondatore con Eugenio Finardi e Francesco di Giacomo dell’Accademia del Fado, e Marco Santini, il violinista che ha composto Il Cristo delle Marche, ascoltato e apprezzato anche da Papa Francesco.

Si scrive musica, si canta, ma si costruiscono anche strumenti. Per anni il distretto della musica è stato uno dei poli d’eccellenza sul territorio, con decine di piccole e medie imprese che costruivano strumenti a livello artigianale. Oggi quel distretto, che si estendeva tra Pesaro e Ancona, resta vivo soprattutto grazie alla produzione delle fisarmoniche.

Forte di questa lunga tradizione legata alla musica, Piero Cesanelli, professore di lettere vocato alla musica, ha dato vita ormai trent’anni fa al Festival Musicultura. Si tratta di una rassegna cantautorale che si è saputa distinguere nel panorama italiano proprio per il suo alto livello artistico. Piero Cesanelli può essere considerato il padrino di molti artisti italiani, cantautori in particolare. Tra le sue passioni più grandi c’è sempre stato il teatro, che coniugava con l’insegnamento, trasmettendo la sua passione a molti giovani allievi. Proprio stando in scena nasce nel maestro l’idea di portare la musica in teatro. La canzone diventa un elemento recitativo e di intrattenimento che riesce a colpire e appassionare il pubblico. Insieme ai suoi ragazzi il maestro scrive copioni e li porta in scena, finché, sedici anni fa, non decide di dare vita alla Compagnia Musicultura, che calca palcoscenici importanti proponendo retrospettive.

 

Gli esordi di Piero Cesanelli e del Festival Musicultura

Dal punto di vista artistico Piero Cesanelli nasce come cantautore, pubblicando ben tre LP con la Bentley, il primo dei quali intitolato Fuori stagione. La notorietà arrivata all’improvviso lo coglie di sorpresa. “Ricordo che mi trovai impreparato quando andai con Ronnie James Dio ospite di una trasmissione in Lussemburgo. Per la prima volta assaporai la mezz’ora di trucco televisivo. Quando mi guardai allo specchio stentai a riconoscermi. Ero imbarazzato davanti al pubblico. Ero partito praticamente con la valigia di cartone e lì c’erano grandi star. Mi sentivo davvero in imbarazzo. Ho sempre preferito la radio, mi sentivo più a mio agio, quasi protetto”.

L’idea di Musicultura come festival nasce da una scelta di vita del maestro: portare sulle colline marchigiane il mondo. “Il primo anno la rassegna ha visto la luce grazie anche all’impegno del poeta Vanni Pierini. Avevamo fatto uno studio approfondito sulle varie rassegne, scoprendo che c’erano più di mille concorsi canori, ma nessuno che si dedicava nello specifico alla parte cantautorale, alla quale ero più legato. Così ho pensato a una selezione che portasse a un rinnovamento generazionale. Abbiamo creato un comitato artistico di garanzia con Fabrizio De Andrè, Sergio Endrigo, Roberto Vecchioni e il poeta Giorgio Caproni.”

Le prime dodici edizioni della rassegna si sono svolte a Recanati, prima in un piccolo cinema e poi in Piazza Leopardi, mentre ora la location è l’incantevole Arena Sferisterio di Macerata. La rassegna, sin dalla prima edizione, ha suscitato l’interesse di tutta la stampa nazionale. Oltre che con la stampa c’è un intenso rapporto anche con le università di Macerata e Camerino, con molti studenti che partecipano attivamente alla rassegna. In questo modo si creano occasioni utili e opportunità in ambito culturale, che sarebbero altrimenti precluse a molti ragazzi che vivono nelle provincie. 

 

Piero Cesanelli: una vita tra i grandi artisti

Cesanelli lavora con i più grandi artisti italiani e da anni è legato ad alcuni di loro da una profonda amicizia, come con Claudio Baglioni. È un protagonista e un testimone del panorama musicale nazionale, che racconta aneddoti su Lucio Dalla, Loredana Bertè, Ligabue e altri. Di Dalla racconta, ad esempio, che era una persona generosa e umile, che non esitava a dare una mano per il cambio palco. Di Loredana Berté ricorda lo slancio e il suo fare eccentrico, mentre di Ligabue racconta lo stupore quando si è reso conto che poteva girare indisturbato in città senza essere preso d’assalto dai fan, che avevano un atteggiamento discreto.

“Spesso gli artisti rimangono spiazzati dalla garbata riservatezza dei marchigiani, dal fatto che qui possono girare da soli, senza alcuna invadenza. La signorilità è una caratteristica del nostro territorio, che sa ancora dare valore al tempo e anche al silenzio. Gli artisti sono persone sensibili, apprezzano il clima che c’è qui e riconoscono la qualità delle relazioni umane, che sono ancora forti. Molti di loro, comprendendo le limitatezze del nostro budget, non ci chiedono neppure un compenso. Sono orgoglioso di aver creato una sorta di artigianato della canzone, rinnovando così il palco dei musicisti e dei cantautori italiani.”

Nelle Marche c’è humus per l’arte e la musica. Non mi sono mai pentito di essere rimasto qui, ho vissuto momenti esaltanti e avuto grandi gratifiche. Aveva ragione Leopardi, quando nello Zibaldone scriveva che non si possono confondere il musicista e il poeta. Mi rendo conto che quando ho deciso di andarmene dalla scuola per dedicarmi anima e corpo a questo progetto sono stato coraggioso. Ho continuato a scrivere musica, con un repertorio di duecento brani, e mi sento un po’ come un allenatore di calcio: uno che ama il pallone, ma che lascia giocare gli altri, dedicandosi alla loro preparazione.”

 

Partecipanti e vincitori di Musicultura

Ogni anno circa settecento artisti inviano due brani a testa, partecipando alla prima selezione del festival ideato da Cesanelli; alle audizioni arrivano in sessanta; alla fase finale, in diretta su Radio Rai1, concorrono sedici talenti. Al primo classificato vanno ventimila euro, che rappresentano una sorta di borsa di studio per permettere al vincitore di dedicarsi alla sua arte. Alcuni artisti, dopo essere stati lanciati da Musicultura, hanno partecipato a Sanremo, il festival musicale più noto in Italia, classificandosi come vincitori. Ricordiamo Povia, Simone Cristicchi, gli Avion Travel.

Musicultura è certamente un’operazione ambiziosa e pionieristica, che porta la grande musica italiana nelle piccole città marchigiane, lontano dal clamore e dalla chiassosa visibilità dei grandi centri. “Ho portato avanti l’idea che le grandi personalità artistiche non si trovano solo nelle capitali, ma vanno cercate e valorizzate sul territorio. Ai giovani raccomando sempre di restare umili e creativi, di non avere fretta di incidere un disco, ma di costruirsi prima un’identità artistica”.

Il comitato artistico che giudicherà gli artisti in concorso per il 2019 è composto da Francesca Archibugi, Enzo Avitabile, Claudio Baglioni, Paolo Benvegnù, Brunori Sas, Luca Carboni, Alessandro Carrera, Guido Catalano, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Gaetano Curreri, Teresa De Sio, Niccolò Fabi, Giorgia, Alessandro Mannarino, Dacia Maraini, Mariella Nava, Gino Paoli, Vasco Rossi, Ron, Enrico Ruggeri, Paola Turci, Roberto Vecchioni, Antonello Venditti, Sandro Veronesi, Willie Peyote, Federico Zampaglione. I vincitori saranno decretati in estate.

Giornalista freelance, scrittrice e poetessa Di origine siriana, nasce ad Ancona e ama immaginare la sua vita come un ponte che unisce culture e popoli diversi. Collabora con numerose testate nazionali tra cui Panorama, Avvenire, Antimafia 2000 e The Post Internazionale, occupandosi di esteri, in particolare Medio Oriente e Nord Africa, di immigrazione, diritti umani, dialogo interreligioso e interculturale. Ha pubblicato romanzi e libri di poesie e continua a scrivere per passione. Il suo ultimo romanzo è “Il silenzio del mare” pubblicato da Castelvecchi a ottobre 2017. Ha vinto numerosi premi giornalistici per i suoi reportage sulla Siria. L’ultimo riconoscimento ricevuto è il “Premio per la pace e l’amicizia tra i popoli” assegnato a settembre 2018 nell’ambito del concorso Giornalisti del Mediterraneo per il reportage “Porto franco” pubblicato su Panorama. Parla quattro lingue, ma spesso è di poche parole e comunica scattando fotografie dei suoi numerosi viaggi. L’Università della Svizzera per la Pace l’ha nominata a vita “Ambasciatrice di Pace” ed è consigliere permanente dell’Università per la Pace delle Marche. [ Guarda tutti gli articoli ]

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