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Permessi 104: le discriminazioni che non ti aspetti

Permessi 104: le discriminazioni che non ti aspetti

La legge 104, che tutela lavoratori e lavoratrici che si prendono cura di una disabilità, troppo spesso è vista come un privilegio sul lavoro. Alcune esperienze di chi l'ha provato sulla propria pelle.

Sara Bellingeri

22 Dicembre 2020

Diritto, non privilegio. Necessità, senza ombra di sfizio. La distinzione tra ciò che riguarda la legge 104/92 e ciò che è ben altro risulta netta e priva di dubbi. A fare da spartiacque è infatti una condizione che non deriva da una volontà, perché la disabilità di certo non si sceglie. Si convive con essa, andando avanti nonostante tutto. Un tutto che comprende il lavoro stesso.

A questo proposito, ci concentriamo sul tema dei permessi retribuiti ai sensi dell’articolo 33 della legge 104, che spettano ai/alle lavoratori/lavoratrici dipendenti, che siano essi stessi disabili o genitori di figli disabili, oppure coniugi, parti dell’unione civile, conviventi di fatto, parenti o affini entro il secondo grado: la gravità della condizione resta un prerequisito fondamentale. Esistono anche possibilità di estensioni specifiche.

In Italia, secondo i dati forniti dall’INPS e aggiornati al 2019, i beneficiari che hanno usufruito dei permessi personali sono 60.841, dei permessi per i famigliari invece 444.525. 1.120 invece coloro che hanno utilizzato il prolungamento dei congedi parentali, 58.094 se parliamo di congedi straordinari.

I permessi 104 – così comunemente chiamati – scaturiscono da una condizione valutata da una commissione integrata ASL/INPS, ma non per questo risultano intoccabili. Anzi, nel mondo lavorativo c’è chi tenta di sgualcire, se non calpestare del tutto, questo diritto. Pregiudizi, malfunzionamento organizzativo interno, dinamiche di prevaricazione o delega, oltre a una chiara mancanza di senso etico, scatenano situazioni di pressione, discriminazioni e soprusi. Numeri precisi non possiamo fornirne, trattandosi spesso di situazioni subdole e sommerse che sfociano anche nella perdita del lavoro del dipendente.

La testimonianza di B.: “In banca discriminazioni e sovraccarichi di lavoro dopo aver ottenuto i permessi 104”

Se da una parte i numeri latitano, le testimonianze di queste …