
Il caldo estremo è entrato di diritto nella lista dei rischi di lavoro: oltre 4.000 infortuni l’anno, miliardi di ore di produttività bruciate sotto il sole, braccianti che muoiono nei campi, aule d’esame bollenti. La Cassazione ha tolto ai datori l’alibi del meteo; restano il sommerso e un Paese che si adatta a singhiozzo







