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Il Black Friday di Jovanotti

Il Black Friday di Jovanotti

Venerdi 5 agosto l’ispettorato del lavoro visita il cantiere del Jova Beach Party individuando 17 lavoratori in nero. C'è da riflettere sulla posizione dei personaggi famosi quando i temi del lavoro e della sicurezza li coinvolge in prima persona

Il tour di Jovanotti ha fatto tappa al Lido di Fermo con tutta la sua mastodontica organizzazione che anche quest’estate ha visto riempire intere spiagge, con alcuni incidenti di percorso duramente criticati dagli ambientalisti.

Del tema ambientale non parleremo; non riporteremo la replica del cantante né tantomeno l’articolo molto pacato e giudizioso di Mario Tozzi pubblicato da La Stampa, che tuttavia vi invitiamo (soprattutto il secondo) a recuperare. SenzaFiltro si occupa di lavoro e di questo parleremo poiché venerdi 5 agosto l’Ispettorato del Lavoro ha contestato all’organizzazione del tour la presenza di lavoratori irregolari fra quanti erano destinati alle mansioni di facchinaggio e allestimento del palco.

Jovanotti non assume.

Ci interessa però definire una serie di presupposti fondamentali e utili a commentare e a farci un’idea su quanto accaduto. Il primo presupposto è che Jovanotti non assume proprio nessuno. Come sempre capita in queste circostanze e nel mondo dello spettacolo in generale, esiste un’organizzazione (che in questo caso è la Trident) che si occupa a sua volta di individuare i fornitori esterni per i servizi di manovalanza degli spettacoli. Quindi, anche in questo caso, i responsabili diretti dell’inadempienza sono le società di servizi a cui Trident si è rivolta.

Di sicuro si può dire che l’agenzia non sia stata particolarmente attenta nel verificare l’attendibilità dei suoi fornitori.

Cosa è stato contestato dall’Ispettorato del Lavoro

L’ispettorato del Lavoro di Ascoli, in collaborazione con i militari del Nil (Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro) e con il Servizio prevenzione della Asur dell’Area Vasta 4 di Fermo hanno rilevato la presenza di 17 lavoratori irregolari (senza un contratto) all’interno di 19 aziende fornitrici.

Il secondo presupposto è che a capo – ormai da due anni – dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro c’è Bruno Giordano, che è un magistrato molto attento ai temi della sicurezza sul lavoro al punto tale che in poco tempo dal suo incarico ha rafforzato notevolmente la squadra di Ispettori attraverso concorsi che in Italia non si facevano da anni e puntando ad un’opera di grande informazione e sensibilizzazione sul tema, che in Italia ha raggiunto il numero stratosferico di 4 incidenti sul lavoro al giorno.

Abbiamo raggiunto al telefono Bruno Giordano, che oltre a confermarci quanto avvenuto, ha aggiunto un paio di particolari:

“Non avrei mai immaginato di dover passare così tanto tempo a replicare ai manager dell’organizzazione del concerto, ai giornali, alle polemiche scaturite per aver semplicemente fatto il mio lavoro. Non c’è alcuna volontà di infierire sull’attività di Jovanotti; queste due settimane di agosto sono quelle in cui le aziende e le fabbriche sono meno presidiate mentre aumenta il lavoro delle sagre, dei concerti, delle rappresentazioni culturali, degli stabilimenti balneari e dunque anche il nostro lavoro si “sposta” in quella direzione in una vera e propria operazione chiamata “Sommerso sicurezza estate 2022″che ha lo scopo di verificare situazioni anomale ed evitare che alcune di queste si trasformino in tragedie”

E ancora, Bruno Giordano aggiunge un ulteriore particolare: “c’è da specificare che i controlli sono stati effettuati in 19 ditte su 51 presenti fra i fornitori esterni all’organizzazione del Festival. Se le avessimo visitate tutte avremmo dovuto controllare 700 lavoratori e ci sarebbe voluto un battaglione”.

Opinione del tutto personale di chi scrive, ma se le statistiche non mentono, la possibilità che i lavoratori irregolari fossero molti di più di quelli rilevati sembrerebbe essere molto più che un’ipotesi.

La replica dell’Organizzazione

Nel giro di poche ore Trident – già provata dalle polemiche ambientaliste dei giorni precedenti – ha diramato il comunicato stampa in seguito alla visita degli Ispettori:

Trident Music smentisce categoricamente la presenza di 17 lavoratori in nero nel cantiere del Jova Beach Party di Fermo. Nel corso delle abituali ispezioni in data di ieri sono state notificate delle inadempienze formali a tre aziende. Le suddette, formalizzando in data odierna i dati mancanti, hanno ricevuto oggi la notifica di revoca del provvedimento di sospensione e oggi le aziende e i 17 lavoratori hanno pertanto proseguito la loro attività attualmente in corso.

Sarebbe invece più corretto dire – come ci ha confermato lo stesso Bruno Giordano – che la legge (proprio perchè non ha intenzionalità punitiva nei confronti delle imprese, ma vuole essere un richiamo) prevede la possibilità di regolarizzare le posizioni entro le dodici del giorno successivo pagando il 20% della sanzione e permettendo così lo sblocco della sospensione temporanea.

Cosa regolarmente avvenuta e che di fatto rappresenta anche un’ammissione di colpa, in qualunque modo la si voglia chiamare nonostante le giustificazioni di Jovanotti e del suo Manager che – prendendo per buone le sue parole – se davvero avesse così a cuore la piaga del lavoro nero come ha dichiarato in diretta Instagram, dovrebbe ringraziare il lavoro di chi, grazie a questi controlli permette di anticipare e prevenire tragedie di cui facciamo volentieri a meno.

Aggiornamento

Una lettrice ci ricorda un fatto di cronaca di cui non ero a conoscenza.
Nel 2012 un ragazzo che lavorava per un concerto, cade dal palco di Jovanotti e muore. Altri rimangono feriti. Alla luce di questo, le dichiarazioni di Jovanotti assumono una gravità maggiore.

Leggi il mensile 114, “Il silenzio degli indigenti“, e il reportage “Sua Sanità PNRR“.


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