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Marco Carlomagno, FLP: «PNRR e pubblica amministrazione? Con Brunetta si possono nominare anche i cartomanti»

Marco Carlomagno, FLP: «PNRR e pubblica amministrazione? Con Brunetta si possono nominare anche i cartomanti»

Il segretario nazionale di FLP, il sindacato dei funzionari pubblici, dal palco di Nobìlita mette il dito nella piaga della gestione dei fondi europei: la PA è in ritardo con le assunzioni, i concorsi sono male organizzati e le nomine speciali esposte ad amicizie e malaffare.

I soldi del PNRR ci sono. Ora bisogna trovare chi li gestirà e chi sarà in grado di realizzare le grandi opere che sono state annunciate, e sulle quali sarà necessaria una vigilanza stretta da parte di personale qualificato, come ha richiesto anche la stessa Unione europea.

La pubblica amministrazione non sembra essere in grado di farlo e paga arretratezza del turn over, concorsi inadeguati e il sottobosco di affarismo, oltre alle vere e proprie difficoltà nella realizzazione dei concorsi pubblici per trovare nuove forze.

Marco Carlomagno, segretario FLP: «Nella PA manchiamo di visione programmata, poche assunzioni e senza criterio»

La soluzione proposta dall’ultima novità del ministro Brunetta, che consente la chiamata diretta dei funzionari pubblici a gestire alcuni piani, non è la panacea di tutti i mali secondo Marco Carlomagno, segretario nazionale dell’FLP (il sindacato dei funzionari pubblici, appunto).

«Abbiamo scoperto qualche giorno fa – ha detto Carlomagno a Imola dal palco del festival della cultura del lavoro Nobìlita, organizzato da SenzaFiltro e FiordiRisorse – che l’età media dei dipendenti della pubblica amministrazione è 60 anni; nella migliore delle ipotesi 55. Invece di assumere giovani tendiamo ad assumere persone che hanno esperienza. Ma capita, come in una città del Sud, che un diplomato in cinema al DAMS finisca a dirigere la realizzazione di una delle grandi opere.»

E anche tra chi dovrebbe vigilare non sempre va tutto liscio. Ci sono alcuni commissari straordinari che di grandi opere ne hanno in gestione più di cinque. Taluni sono sotto processo per altri motivi legati alla loro professione, come ad esempio Vincenzo Macello per la strage ferroviaria di Pioltello, al quale è imputato il reato di omicidio colposo; altri sono finiti sotto la lente dell’ANAS. In questo caso ci si chiede se non ci fosse nessun altro. Nella pubblica amministrazione, che ha vissuto negli ultimi dieci anni un pesante blocco del turn over con un nuovo assunto per ogni quattro dipendenti in uscita, una generazione – i quaranta-cinquantenni – è stata di fatto tagliata fuori.

«Questi problemi – continua Carlomagno – si potevano evitare facendo a suo tempo delle assunzioni nella pubblica amministrazione. Ma andavano fatte con criterio. Se devo assumere un ingegnere edile, oggi mi serve chi conosce la metodologia BIM (Building Information Modeling), ormai obbligatoria negli appalti pubblici per opere edilizie e infrastrutture; in questa logica, forse è sconsigliato un ingegnere di 60 anni privo di questa competenza. Le domande ai concorsi per ingegneri contengono più domande di diritto amministrativo e penale che di ingegneria, che sull’informatica. Le assunzioni vengono fatte di continuo, ma manchiamo di visione programmata

Italia, la PA è in ritardo di 23.000 assunzioni

Eppure i numeri annunciati nei mesi scorsi sui nuovi assunti nella pubblica amministrazione, grazie al PNRR, erano notevoli.

Secondo la Ragioneria Generale dello Stato, per la rendicontazione dei progetti collegati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, erano previste 350 assunzioni di funzionari specializzati (laureati). Al ministero della Giustizia erano attesi 16.500 collaboratori a tempo determinato, in particolare per l’ufficio del processo, cioè per la preparazione dei fascicoli giudiziari a supporto dei magistrati: 3.000 diplomati, 1.600 laureati, 750 informatici con contratti triennali per il rinnovo tecnologico degli uffici giudiziari.

Per gli enti locali si prevedevano oltre 1.000 assunzioni in Comuni, Regioni e Città metropolitane per non meglio definiti “esperti multidisciplinari”. Erano in programma, ma non quantificati ancora con numeri precisi, inserimenti di personale nel ministero dell’Innovazione e Transizione ecologica e al ministero dei Beni culturali, in particolare per la creazione della Soprintendenza unica per i progetti del PNRR, che impattano in queste aree.

I concorsi e le procedure di selezione saranno realizzati con le modalità, semplificate e molto più rapide, approvate di recente dal dipartimento della Funzione pubblica del ministro Brunetta (niente prove preselettive, una sola prova scritta, eccetera). Queste erano le regole di ingaggio a giugno 2021, quando la macchina del PNRR aveva iniziato a muoversi. Si sapeva fin dall’inizio che la velocità sarebbe stata premiata, purtroppo a discapito di altri aspetti, per avere quei 23.000 lavoratori che avrebbero permesso alle opere finanziate dall‘Europa di essere realizzate in breve tempo. Oggi l’Italia è in ritardo e quei 23.000 nuovi assunti non sono ancora stati messi sotto contratto dalla pubblica amministrazione.

Posto fisso a tempo determinato: è finito il sogno italiano di vincere un concorso pubblico

Sono molti i concorsi andati deserti, oppure hanno avuto meno iscritti del previsto, anche perché il posto fisso nel pubblico sembra non essere più così appetibile come lo era un tempo, quando era sinonimo di sicurezza e tranquillità per molte famiglie italiane.

«Specialmente se quel posto fisso è precario e non così ben retribuito», continua Carlomagno. «I giovani cercano una soluzione stabile, e un quarantenne con una professionalità da progettista di bandi, che lavora già, non accetta un contratto da 1.600 euro. Chi invece ha 60 anni magari ha famiglia e deve mettersi in discussione, magari trasferendosi in un’altra città, con i conseguenti costi economici e familiari». Anche perché si sta parlando in prevalenza di posti di lavoro a tempo determinato, insomma nulla a che vedere con il vecchio e agognato posto fisso, che metteva al sicuro dalle intemperie della vita.

Si fa così ricorso alle soluzioni interne, cioè affidare compiti a funzionari che già fanno parte della pubblica amministrazione, i quali in molti casi devono assumersi eccessivi carichi di lavoro e spesso non sono più giovanissimi. All’ultimo giro di boa, per fare fronte al problema, il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta ha pensato di autorizzare la chiamata diretta dei funzionari. Una mossa che dovrebbe agevolare le procedure e permettere di spendere il denaro del PNRR rispettando le tabelle di marcia imposte dall‘Europa.

«Con la nuova riforma puoi nominare chi ti pare», continua Carlomagno. «Attualmente Brunetta ha esteso la possibilità di nominare persone senza concorso con incarichi temporanei, che percepiscono gli stessi stipendi. Vanno a occupare posizioni di vertice e nei Comuni si possono nominare fino al 60% dei dirigenti senza concorso interno. C’è il rischio che ci si infili nel solito sottobosco di amicizie e malaffare».

«A questo si aggiunge il fallimento di alcuni concorsi pubblici, che sono stati organizzati senza competenza. Al primo maxiconcorso poteva partecipare chiunque, anche se chi lo avrebbe vinto avrebbe dovuto ricoprire ruoli molto specifici. In secondo luogo veniva chiesta l’esperienza, ma in questo modo sono stati tagliati fuori i giovani più competenti in progettazione europea.»

«La gestione del PNRR è un mare magnum di norme scoordinate e i risultati si vedono. Al Sud, come dicevamo, un diplomato in cinema è stato scelto per fare il capo dell’ufficio tecnico del PNRR. Il sindaco di Sorrento si è trovato su tutti giornali perché come capo della comunicazione è stato assunto il noto cartomante Lello il Sensitivo, che spopola sulle reti locali. Fortunatamente ha rinunciato. Pare che lavorare per lo Stato gli rovinasse la piazza come cartomante.»

Leggi il mensile 112, “Nobìlita 2022“, e il reportage “Lavorare con il nemico“.


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