Umberto Galimberti, il nichilismo dei giovani spiegato con Nietzsche

Disordini alimentari, tentativi di suicidio, autoisolamento: sono solo alcune delle forme del disagio che affligge le nuove generazioni, e che tra le sue cause vede anche il lavoro. Umberto Galimberti racconta la vulnerabilità dell’età verde attraverso una rilettura del filosofo tedesco

03.03.2024
Umberto Galimberti parla a teatro

Viviamo in un mondo in rapido cambiamento, caratterizzato da incertezza e nichilismo. In questo scenario precario i più vulnerabili sono i giovani. La rilettura di Nietzsche può aiutarci perché i giovani di oggi non sono i primi a stare male, e anche se le ragioni sono diverse il pensiero del filosofo tedesco può essere illuminante nell’indagare un malessere tra le origini del quale c’è anche il lavoro.

A dirlo è Umberto Galimberti, che il 20 febbraio ha tenuto una lectio sul tema al Teatro Franco Parenti di Milano.

Suicidi, disturbi alimentari, hikikomori: i dolori dei giovani

Autolesionismo, disordini alimentari, tentativi di suicidio, autoisolamento: sono solo alcune delle forme del disagio che, con frequenza sempre maggiore, affliggono le nuove generazioni e che, in maniera ancor più allarmante, si manifestano già in preadolescenza.

Come nel resto dei Paesi dell’Europa Occidentale, e in altre aree del mondo come Nord America, Medio Oriente e Nord Africa, il suicidio rappresenta la seconda causa di morte tra i 15 e i 19 anni, preceduto solo dagli incidenti stradali. Una mattanza silenziosa nelle retrovie della cronaca, ma che ha numeri che non possono essere ignorati. In Italia si stima che ogni anno circa 400 adolescenti tra i 15 e i 19 anni si tolgano la vita. Un dato agghiacciante, che evidenzia la necessità di un impegno concreto per arginare il fenomeno.

Le cause del disagio sono complesse e diverse: pressione scolastica, bullismo, cyberbullismo, difficoltà relazionali, fragilità psicologiche, modelli di riferimento distorti.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che nel 2019 ci siano stati 770.000 suicidi tra i 15-29enni, a livello globale. In Italia il tasso di suicidio tra la stessa fascia d’età è di 4,4 per 100.000 abitanti (dati 2018), posizionandosi al di sotto della media europea (5,6 per 100.000 abitanti). Il dato italiano è preoccupante, però, soprattutto se si considera l’aumento del 13% registrato tra il 2008 e il 2018.

Nel nostro Paese, si stima anche che circa tre milioni di persone soffrano di disturbi alimentari, di cui il 90% sono adolescenti. L’anoressia nervosa e la bulimia nervosa sono le forme più gravi e conosciute, ma esistono anche altri disturbi come il binge eating disorder e l’obesità. Le cause di questi disturbi sono complesse e includono fattori genetici, psicologici e sociali.

Negli ultimi anni abbiamo cominciato a parlare anche di hikikomori, un fenomeno che in Giappone coinvolge oltre un milione di persone che si isolano volontariamente dalla società per lunghi periodi di tempo. In Italia il fenomeno è ancora poco diffuso, con circa 100.000 casi stimati, ma desta comunque preoccupazione.

Le cause che portano all’isolamento degli hikikomori sono spesso legate a fattori psicologici come ansia, depressione e fobia sociale, e come sottolineato anche da Galimberti portano troppo spesso al suicidio.

Galimberti e il nichilismo dei giovani letto con Nietzsche

Il filosofo Nietzsche ci aiuta, secondo Galimberti, a leggere il nichilismo delle generazioni più giovani. E forse non solo il loro, perché la nostra è un’era fortemente nichilista.

Il primo problema, secondo il filosofo tedesco, è la mancanza di uno scopo. La società contemporanea non offre più una meta comune verso cui tendere. Questo può generare smarrimento e disorientamento, soprattutto nei giovani.

Il futuro, poi, non è più una promessa e non è più visto come un tempo di progresso e di speranza, ma come un’incognita carica di paure e insicurezze.

Il terzo problema riguarda la svalutazione dei valori, che perdono di significato, lasciando spazio a un senso di vuoto e di relativismo. Secondo Galimberti questo è un punto meno significativo perché in realtà i valori cambiano da sempre, ma quel che conta è che ci siano.

Il filosofo Nietzsche ha analizzato il nichilismo come una conseguenza del declino della religione e della metafisica. Secondo lui, il nichilismo può essere passivo, caratterizzato da apatia e rassegnazione, oppure attivo, che implica la critica e la ribellione contro i valori esistenti.

I giovani di oggi si trovano dunque ad affrontare la sfida del nichilismo, che può essere una minaccia per la loro crescita e il loro sviluppo; ma, come sostiene Nietzsche, può essere anche un’opportunità per creare nuovi valori e costruire un nuovo mondo.

L'identità come dono sociale e la centralità delle relazioni

L’identità non è un dato immutabile, ma un dono sociale che si costruisce attraverso le relazioni con gli altri. Secondo l’antropologo francese Mauss, l’identità si forma attraverso il riconoscimento e il misconoscimento da parte degli altri.

In un contesto di nichilismo, le relazioni assumono un ruolo ancora più importante per la costruzione di un’identità solida e resiliente. Secondo Galimberti dobbiamo imparare a vivere come i Greci, per i quali l’identità era legata alla partecipazione alla vita pubblica e alla polis.

Galimberti si rifà alla psicanalisi per spiegare dove è possibile intervenire. Secondo Freud, l’uomo è guidato da pulsioni sessuali a meta indeterminata, che non sono istinti che invece muovono gli animali. Le pulsioni umane necessitano di essere orientate e canalizzate attraverso l’educazione e le regole.

La mancanza di regole e di una struttura portante può disorientare i giovani e ostacolare il loro sviluppo. Il bullismo, ad esempio, è un’altra piaga che può essere vista come una conseguenza della mancanza di regole e di una struttura di riferimento stabile.

Il ruolo della scuola e del lavoro nell’educazione (e nei mali) dei giovani

Il nichilismo dei giovani nelle sue varie manifestazioni non è da sottovalutare; al contrario, riveste una portata significativa. Il senso di smarrimento e la confusione che accompagna il nichilismo minano la formazione delle nuove generazioni, mettendo in discussione le basi su cui dovrebbero costruire il proprio futuro. Le famiglie e le istituzioni educative, come la scuola, si ritrovano a dover fronteggiare una sfida complessa e sconcertante.

La scuola dovrebbe andare oltre l’intelligenza logico-matematica e sviluppare anche l’intelligenza somatica, emotiva e relazionale. Le classi con trenta studenti non sono adatte a questo tipo di educazione: il sistema scolastico va rivisto e da ricalibrato sulle urgenze attuali. Occorre valorizzare le potenzialità dei giovani e non fargli fare solo lavori manuali, ma stimolarli a sviluppare la creatività e le idee.

Galimberti ha posto nella sua lezione un accento anche sul lavoro. Troppo spesso le aziende non approfittano della potenza della giovinezza relegando i giovani, stagisti o in apprendistato, a compiti riduttivi e talvolta svilenti. Un mondo del lavoro che ha anche la colpa di non dare le giuste opportunità e di non tutelare, soprattutto dal punto di vista contrattuale, i giovani lavoratori, rendendoli ancora di più sofferenti, come dimostrano l’aumento dei malati di patologie legate all’ansia.

Galimberti, 250 milioni di visualizzazioni su TikTok senza un account

C’erano molti giovani ad ascoltare Galimberti al teatro Parenti, e ciò non stupisce, perché è molto apprezzato anche dalle nuove generazioni. Nonostante non possieda un account ufficiale, Umberto Galimberti è diventato una vera e propria star di TikTok, tant’è che ha anche un imitatore ufficiale, Vittorio Pettinati (@vittoriopettinato).

L’analisi dei dati TikTok rivela che il pubblico di Galimberti è composto principalmente da giovani adulti, con un’età compresa tra i 18 e i 34 anni. La maggior parte di essi è di sesso femminile. Questo dato è interessante e dimostra come la filosofia, se comunicata in modo adeguato, possa ancora intercettare l’interesse delle nuove generazioni ed essere di aiuto.

Diversi video di Galimberti su TikTok hanno raggiunto un numero molto elevato di visualizzazioni, con alcuni che superano addirittura i dieci milioni. I temi trattati nei video spaziano dall’amore alla morte, dal senso della vita alla psicologia, compreso il tema del nichilismo. Anche per questo l’hashtag #galimberti ha totalizzato oltre 250 milioni di visualizzazioni, a dimostrazione della sua popolarità.

 

 

 

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Photo credits: bergamonews.it

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