Accanto alle opportunità, emergono tuttavia rischi che non possono essere sottovalutati. L’utilizzo di algoritmi nella selezione del personale o nella valutazione delle performance solleva interrogativi sulla trasparenza e sul possibile consolidarsi di bias discriminatori, soprattutto se i dati storici su cui l’AI si addestra riflettono pregiudizi già presenti nelle organizzazioni. Per questo motivo, le nuove regolazioni in materia di intelligenza artificiale e lavoro richiedono maggiore accountability, obblighi informativi chiari verso i lavoratori e controlli sui sistemi considerati ad alto rischio.
Molte aziende stanno introducendo policy interne, comitati etici e procedure di audit per verificare periodicamente l’impatto dei sistemi AI sui processi HR. La direzione verso cui si sta andando è quella di una governance integrata, che consideri l’AI non come semplice strumento, ma come elemento strutturale del modello di gestione delle persone.
L’articolo che hai appena letto è finito, ma l’attività della redazione SenzaFiltro continua. Abbiamo scelto che i nostri contenuti siano sempre disponibili e gratuiti, perché mai come adesso c’è bisogno che la cultura del lavoro abbia un canale di informazione aperto, accessibile, libero.
Non cerchiamo abbonati da trattare meglio di altri, né lettori che la pensino come noi. Cerchiamo persone col nostro stesso bisogno di capire che Italia siamo quando parliamo di lavoro.
Sottoscrivi SenzaFiltro
Photo credits: agendadigitale.eu