Zona Franca

Diritto allo studio per disabili: un testo scolastico visualizzato su un tablet

Studiamo da vicino la disabilità affinché i disabili possano studiare

Diritto allo studio per disabili, quando l'istruzione va misurata sulla persona: osserviamo il caso virtuoso del Centro SAISD, nell'Università di Pavia.

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Nelson Mandela diceva: “Una buona testa e un buon cuore sono una combinazione formidabile. Ma quando ci aggiungi una lingua o una penna colta, allora hai davvero qualcosa di speciale”. L’istruzione è un bene primario ed è un diritto, poiché pone davanti a sfide e ostacoli da superare con se stessi e per se stessi. Il Centro di servizi di Ateneo “Servizio di Assistenza e Integrazione Studenti Disabili” (SAISD), istituito presso l’Università di Pavia, ha un obiettivo ben preciso: rendere l’istruzione alla portata di tutti.

 

Diritto allo studio per disabili: il caso del Centro SAISD dell’Università di Pavia

Nell’indifferenza e nel disinteresse generalizzati, il Centro non prende solo in esame burocraticamente le esigenze di studenti disabili e con difficoltà: è un ente in cui nessuno è lasciato da solo, ma viene accompagnato per mano verso la realizzazione del proprio futuro.

Il professor Giovanni Danese è il Delegato alla Disabilità, DSA (Disturbo specifico dell’Apprendimento), Esigenze speciali e presidente del Centro, ed è affiancato dalla dottoressa Vincenza Sciascia, responsabile gestionale. Insieme si occupano di dare agli studenti gli strumenti necessari per iniziare, proseguire e finire gli studi.

“Le problematiche, fino a non molti anni fa, precludevano l’accesso all’università; molti ragazzi infatti venivano demotivati dal proseguire gli studi. Pavia ha un Centro che richiama un numero di studenti, che questo servizio supporta, più alto rispetto della media nazionale o lombarda. Il merito va anche al fatto che Pavia è una sede con una grande attenzione ai rapporti con gli studenti e alla buona accoglienza, cui fanno da esempio i collegi e i colleghi docenti. Qui lo studente si sente meno un numero”, spiega Danese.

“La Lombardia, per questa tematica, è una regione all’avanguardia. Infatti ha costituito il CALD (Coordinamento Atenei Lombardi per la Disabilità, N.d.R.), dove una volta ogni due mesi i delegati si incontrano per discutere le problematiche da affrontare o già affrontate”, afferma Sciascia. “Precedentemente, in forza del DPCM 94/2001, gli studenti con disabilità maggiore del 66% che si iscrivevano all’università erano esonerati da tasse e contributi; mentre è del 2012 la legge 68, che stabilisce che chi ha il riconoscimento della legge 104 dall’Inps deve pagare solo la tassa regionale e non i contributi. L’Università di Pavia ha invece esonerato anche dalla tassa regionale gli studenti con disabilità al 66%. Da poche settimane, tramite il CALD, è stato chiesto un coordinamento per avere forza a livello locale in regione, dove è stato disposto che la tassa non sia da pagare. Il nostro Centro è un modello, poiché era da 2/3 anni che avevamo analizzato e risolto il problema: non far pagare le tasse”. Ma come funziona il Centro SAISD?

“Lo studente che intende iscriversi all’università, all’atto dell’iscrizione, formalizza la sua richiesta di supporto fornendo la documentazione che certifica la problematica; l’ufficio è obbligato al rispetto della privacy. A fronte di questo, si ha diritto ad avere esenzione tasse e cercare di organizzare l’attività dello studente nella modalità più compatibile con le sue esigenze”, continua Danese. Interviene Vincenza Sciascia, che dice: “Il punto di forza del nostro Centro è sempre stato la personalizzazione degli interventi. Attraverso un colloquio cerchiamo di capire quali sono le risorse che bisogna mettere in atto in termini di strumenti tecnologici e di personale per permettere la frequenza delle lezioni, della mensa e della biblioteca, organizzando tutta la giornata didattica e prendendo in carico lo studente al 100%. Ad esempio: se nell’attività didattica c’è una pausa fino alle 14, noi lo portiamo in aula studio, poi lo portiamo in mensa e poi di nuovo in aula”.

In base al tipo di disabilità, agli studenti vengono anche forniti strumenti fondamentali per poter studiare e sostenere gli esami: “Per la disabilità visiva sono muniti di attrezzatura tecnologica, braille e sintesi vocale; per la disabilità uditiva interagiamo con un servizio di stenotipia, ovvero, per via telematica a distanza, una ditta di Roma sottotitola in tempo reale la lezione, e lo studente con un nostro computer può visualizzare e salvare quello che è stato detto portandolo a casa; nella disabilità motoria, per problemi di distrofia degli arti superiori, è presente qualcuno che assiste e prende appunti, oppure compriamo tastiere facilitate e speciali. Riteniamo che il fattore importante sia studiare la persona e la sua disabilità in modo da captare la sua potenzialità, sviluppandola attraverso gli strumenti tecnologici”.

Come la studentessa tracheotomizzata laureatasi in psicologia, alla quale il Centro era riuscito a far avere una sintesi vocale con tastiera braille e un display luminoso sulle righe. Oppure quando doveva sostenere un esame particolare sulla lettura di una tac: attraverso una ditta di Milano, le fornivano le stampe delle tac a rilievo.

 

L’istruzione a misura di ognuno

Non ci sono standard, poiché tutto viene modulato sulla base della persona: “Vorrei citare il caso di una nostra studentessa di Medicina ipovedente – ribadisce Danese – per la quale si presentò il problema con le tavole anatomiche: lei si aiutava con un ingranditore, ma non riusciva lo stesso a vedere bene. All’inizio pensavamo fosse il suo ingranditore, quindi inviammo un nostro collaboratore in una ditta milanese per comprarne uno di qualità superiore. Dopo poco tempo scoprimmo che le difficoltà provenivano dalla ragazza. Allora abbiamo provato a sperimentare con un laboratorio di stampe 3D per la chirurgia endoscopica, chiedendo ai colleghi di darci quelle parti anatomiche per la nostra studentessa”.

Trovare il modo per intervenire significa anche fare ricerca: “Abbiamo acquistato una stampante 3D di fascia medio-bassa e siamo riusciti a ricostruire in stampe 3D dei vetrini per una nostra studentessa, la cui differenza veniva esaltata con cambio di rilievo. Questo nostro intervento è stato proposto a un convegno internazionale rivolto alle nuove metodologie per la didattica, ed è stato accolto con molto interesse”.

Parlando di iscrizioni e dati: il numero degli studenti disabili iscritti nell’anno accademico 2018/2019 è pari a 240, di cui 42 al primo anno. Nell’ultimo anno 18 studenti hanno conseguito il titolo, mentre 30 risultano non più attivi per decadenza, trasferimento o rinuncia. Sono invece 346 gli studenti con DSA che afferiscono al servizio nell’anno 2018/2019. Nell’ultimo anno 7 studenti hanno conseguito il titolo e 17 non sono più attivi.

 

I progetti innovativi del Centro SAISD

Il lavoro del Centro non si limita a tutto questo, poiché ha dato vita a soluzioni operative ancora più efficaci e specifiche. Emergono infatti il progetto TheDalus, che prevede lo studio, la messa a punto e l’installazione di un sistema rispettoso della privacy in una camera domotica del collegio Volta o Maino in grado di fornire un’assistenza continua e tempestiva allo studente disabile, come il riconoscimento automatico di situazioni di pericolo (caduta, malore) e la conseguente generazione di opportuni segnali di allarme.

Il progetto Autismo, invece, in collaborazione con il Laboratorio Autismo del Department of Brain and Behavioral Sciences dell’Università, prevede uno screening per l’eventuale appartenenza allo spettro autistico in tutte le situazioni sospette, in seguito a segnalazione degli stessi studenti, dei compagni di studio, dei docenti, per l’insorgere di problematiche comportamentali collegate all’attività didattica, cui segue la formulazione di un progetto sostenibile e il monitoraggio della situazione.

Poi il progetto DSA e il tutorato alla pari: il primo è basato sulla redazione della diagnosi clinica e la consulenza per l’impiego di strumenti compensativi, mentre il secondo sull’assistenza da parte di studenti che vogliono aiutare, svolgendo ore aggiuntive a pagamento, gli studenti DSA sui progetti banditi nell’anno accademico 2019-2020. Da evidenziare anche il progetto Aula Test Cisia, con la fase di allestimento dell’aula B4 del Polo Cravino: postazioni e ausili tecnologici dotati di idonee periferiche di supporto per studenti con deficit senso-motori. Infine è stato riproposto il progetto Abili si diventa, che in collaborazione con il Cus, il corso di laurea in Scienze motorie, la Federazione Italiana Sport disabili (FISD) e il Laboratorio di Attività Motoria Adattata (LAMA-CRIAMS) promuove la pratica dell’attività fisica finalizzata al recupero biopsicosociale individuale, e al miglioramento delle capacità necessarie e strumentali allo svolgimento delle attività della vita quotidiana.

Sono tanti i progetti realizzati (mappe tattili, sottotitolazione a distanza, l’orientamento al lavoro e le LIM) e che si realizzeranno, ma tutto il lavoro del Centro è dovuto principalmente alla tanta passione e alla voglia di fare qualcosa di concreto per garantire il diritto allo studio. È necessario conoscerne l’esistenza, senza paura o pregiudizi, e sapere che tutti hanno la possibilità di continuare a studiare, con l’obiettivo di realizzare i propri sogni.

Nato nell’anno accademico 1999/2000, in attuazione del disposto della legge 17/99 – Integrazione e modifica della legge quadro 5/2/1992 n. 104, per l’assistenza e l’integrazione delle persone disabili – il Centro offre, nell’ambito dell’Università di Pavia, un’attività di accoglienza, assistenza e integrazione per gli studenti con disabilità, organizzando, supportando, coordinando e monitorando tutte le iniziative concernenti l’integrazione degli studenti disabili in tutti gli aspetti della vita accademica, consentendo la frequenza alle lezioni e ai laboratori, l’accesso alle biblioteche e a tutte le strutture universitarie.

Gli Atenei, infatti, in ottemperanza alla Legge 170/2010, devono assicurare agli studenti che hanno certificato la presenza di DSA le misure dispensative e gli strumenti compensativi, sia durante lo svolgimento delle prove di ammissione ai corsi di laurea, sia nello svolgimento dell’attività didattica, sia in sede di verifica e di valutazione.

 

 

Photo by timothy muza on Unsplash

Calabrese doc, è nata a Lamezia Terme nel 1987. Dopo il diploma al liceo classico e la vittoria dell’Italia ai mondiali del 2006, è partita alla volta di Roma dove ha conseguito la laurea quinquennale in Lettere Classiche nel 2012 presso l’Università La Sapienza. Dal 2014 è giornalista pubblicista e ha iniziato il suo viaggio in questo mondo pieno di domande e alle volte poche risposte, che l’hanno portata dal 2017 a Pavia. Ha collaborato con varie testate cartacee e online negli ambiti più diversi: dallo sport (soprattutto tennis e basket) all’attualità, passando anche per la radio, conducendo un programma di inchieste e cultura. Ha sempre creduto nel giornalismo culturalmente onesto, quello di Miriam Mafai e Indro Montanelli, che deve portare il lettore ad avere fiducia nei giornalisti e nelle notizie. Proprio per questo, lavora con dedizione, passione e impegno perché oggi, più che mai, c’è bisogno di onestà intellettuale. [ Guarda tutti gli articoli ]

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