Commissione d’inchiesta per i suicidi in divisa: la proposta in Parlamento

La deputata Stefania Ascari ha depositato in Parlamento la proposta di istituzione di una Commissione d’inchiesta che indaghi e tuteli le forze dell’ordine in merito al fenomeno dei suicidi in divisa. L’iniziativa è stata concepita con il sindacato UNARMA

30.11.2023
Commissione suicidi in divisa, la proposta depositata in Parlamento: un carabiniere sotto la scritta "iustitia"

Dopo i numerosi appelli delle associazioni di categoria e i numeri drammatici relativi ai sucidi tra le forze armate e dell’ordine registrati negli ultimi anni, mercoledì 29 novembre 2023 è stata depositata la proposta di istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno, a opera della deputata del Movimento Cinque Stelle Stefania Ascari. La proposta verrà illustrata oggi in Parlamento.

Il fenomeno dei suicidi in divisa approda in Parlamento

La proposta è frutto di lungo e prezioso lavoro di rete, che ha visto impegnati, oltre alla deputata dei Cinque Stelle, anche l’associazione sindacale dei carabinieri UNARMA, il fondatore e gestore della pagina Facebook Osservatorio Suicidi in Divisa (OSD) Cleto Iafrate, e il nostro giornale, che ha sollevato la questione in questo articolo e da quel momento sta dedicando una serie di inchieste al tema.

Il fenomeno è preoccupante: tra le forze dell’ordine c’è un suicidio ogni cinque giorni, quasi il doppio rispetto al resto della popolazione; anche se il numero effettivo potrebbe essere più alto, perché circa il 30% non viene pubblicato su fonti aperte, spesso per la volontà dei famigliari di tenere riservato il fatto. Le più colpite sono l’Arma dei Carabinieri e la Polizia di Stato. L’ultima tragedia registrata da OSD si è consumata il 20 novembre scorso a Roma, quando un sergente e sottufficiale dell’Esercito in servizio all’8° Reggimento “Trasporti” Casilina si è tolto la vita. È il trentanovesimo caso dall’inizio di quest’anno.

Come spiegano gli esperti, ci sono alcuni elementi ricorrenti nei suicidi tra le persone in divisa, come il forte stress psicofisico a cui sono sottoposte per via del lavoro particolare che svolgono. Gli agenti di polizia, ad esempio, assistono a circa duecento eventi critici nell’arco della loro attività. Questa costante esposizione a situazioni tragiche, cruente o pericolose può portarli a elaborare diversi traumi, in un arco di tempo ristretto, con maggiore frequenza rispetto alle persone comuni. Non a caso, il tasso di depressione per questa categoria è cinque volte superiore a quello della popolazione civile. Una condizione delicata che, per questo, andrebbe monitorata periodicamente.

A queste problematiche si deve sommare un forte senso del dovere e un sistema di regole ferree, fatte anche di punizioni e di gerarchie da rispettare, che appesantiscono una situazione già di per sé molto delicata e complessa.

Di che cosa si occuperebbe la Commissione parlamentare d’inchiesta contro i suicidi in divisa

“La Repubblica, fondata sui principi di solidarietà e di tutela della dignità umana, non può restare indifferente di fronte alla sofferenza dei suoi figli più valorosi. Il silenzio e la mancanza di dati ufficiali non fanno che aggravare il dolore, nascondendo la vera entità di una crisi che richiede trasparenza e comprensione”, dichiara Ascari. “È dunque dovere del Parlamento, espressione sovrana della volontà popolare, indagare con spirito di servizio e imparzialità le cause profonde, le condizioni e le eventuali mancanze istituzionali che conducono a tali tragici atti. Solo attraverso un’analisi accurata e un dialogo aperto e costruttivo è possibile gettare le basi per una prevenzione efficace e per il sostegno psicologico e morale necessario”.

In virtù di ciò, è nata la proposta di istituire una Commissione parlamentare d’inchiesta, con l’intento di far luce sul fenomeno suicidario tra i tutori dell’ordine e della sicurezza pubblica.

La Commissione avrà il compito di svolgere indagini sulle reali dimensioni, condizioni, qualità e cause del fenomeno suicidario tra le forze dell’ordine; monitorare la concreta attuazione della normativa vigente a tutela dell’integrità psicofisica dei membri delle forze dell’ordine, accertandone le possibili incongruità e carenze rispetto alle finalità e verificando altresì la possibilità di una sua rivisitazione; ipotizzare l’istituzione di un Osservatorio Nazionale sui Suicidi nell’ambito del ministero della Salute; valutare l’introduzione dell’uso dell’autopsia psicologica nelle indagini sui suicidi; valutare l’implementazione di strumenti volti alla conduzione di analisi regolari sulle condizioni psicofisiche dei membri delle forze dell’ordine da parte della struttura organizzativa, nonché di questionari anonimi; proporre soluzioni di carattere legislativo e amministrativo al fine di fornire supporto alle famiglie dei membri delle forze dell’ordine deceduti; valutare, inoltre, l’approvazione di ulteriori misure volte a garantire l’aggiornamento periodico e costante dei dati contenuti nei rapporti epidemiologici sul fenomeno suicidario, nonché la loro completa trasparenza; analizzare e monitorare i dati relativi all’applicazione delle sanzioni disciplinari nonché dei trasferimenti non richiesti; valutare, infine, l’implementazione di misure volte a garantire che l’attività di raccolta e pubblicazione dei dati relativi ai suicidi sia effettuata nel rispetto della volontà delle famiglie dei membri delle forze dell’ordine deceduti.

“Ringrazio sentitamente l’associazione sindacale UNARMA per il contributo tecnico e di pensiero per la realizzazione e l’istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta che verifichi le motivazioni dei suicidi tra le forze dell’ordine. In particolare il segretario Antonio Loparco per l’importante contributo sindacale offerto per stesura tecnica del testo della proposta di legge. E ringrazio Roberto Butelli, segretario generale provinciale del SIULP (Sindacato Italiano Unitario dei Lavoratori della Polizia) e Alfonso Montalbano, segretario nazionale di USMIA Carabinieri, con i quali negli anni ho avuto lunghi confronti sui problemi e sui rischi psicosociali che affliggono gli operatori di polizia, dallo stress quotidiano al quale sono sottoposti e all’inadeguatezza dei sistemi di sostegno psicologico”, afferma Ascari.

Voglio ringraziare il giornalista Alessandro Mancini di SenzaFiltro e Cleto Iafrate di OSD per il loro prezioso lavoro di sensibilizzazione e divulgazione che stanno portando avanti sul tema, attraverso la pubblicazione di articoli e inchieste, la raccolta dati e il conteggio puntuale dei casi di suicidio dei colleghi”. Così il segretario generale provinciale di Modena di UNARMA Antonio Loparco.

Antonio Nicolosi, segretario generale di UNARMA, ha commentato: “Speriamo che stavolta il Parlamento, senza divisioni politiche di parte, finalmente accolga il grido di aiuto e di dolore dei nostri colleghi, fino ad oggi rimasto inascoltato”.

 

 

 

Photo credits: forzearmatenews.it

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