Mi chiamo Lorenzo Gasparrini.
Sono un filosofo femminista, svolgo attività di formazione e di divulgazione in tutti gli argomenti di genere, molto spesso in aziende e istituzioni, oltre che in scuole e associazioni di ogni tipo.
Ma non ho fatto sempre quest’attività.
Intorno alla fine dei Novanta, e all’inizio dei Duemila, tenevo corsi di Informatica di base all’Università La Sapienza, oltre ad alcuni incarichi per cattedre di Estetica in quella e altre università. Questo perché da ragazzino sono stato uno di quelli che, arrivato il primo home computer in casa, oltre a giocare ci programmavo. Il programmatore è stato il mio primo lavoro, in un’età eroica fatta di tastiere pesanti, di fosfori verdi e ambra, di sistemi operativi col prompt e senza icone, di hard disk rumorosi che si giudicavano in mega, non in giga. Arrivato il web, a chi frequentava quelle lezioni in un piccolo laboratorio parlavo di Linux, di sicurezza informatica, di virus, di HTML, facevo studiare Lev Manovich e Franco Carlini, nominando creatività e libertà.
Fu allora che incontrai Autistici/Inventati, un gruppo di nerd e hacker nel senso più alto e nobile del termine, e attraverso di loro spazi e argomenti e supporti per chi voleva un’informatica al di fuori del potere economico e politico. Anzi, contro un certo potere economico e politico. Grazie anche a loro sono stati possibili tanti progetti nei quali ero coinvolto, come i blog “Femminismo a Sud” e “Intersezioni”, altri miei canali di divulgazione, l’incontro con il collettivo Ippolita (i cui materiali usavo a lezione), e tante altre cose. Ora sono (erano?) il mio server di posta, garantendo a me e a tante altre persone un servizio di altissima qualità professionale e privo dei “soliti” problemi dei servizi email legati a colossi commerciali del web. Ora tutto rischia di sparire per l’assurda vicenda che qui riporto fedelmente dal comunicato Dichiarazione del Collettivo A/I sulle sanzioni disposte dal governo USA nei suoi confronti e che spero potrete leggere su molti siti.
“Abbiamo appreso che il governo degli Stati Uniti ha deciso di inserire un piccolo collettivo di volontari e attivisti digitali italiani nell’elenco delle organizzazioni terroristiche mondiali meritevoli di sanzioni, come si può leggere nelle dichiarazioni del Dipartimento del Tesoro, in quelle del Dipartimento di Stato e nel relativo Ordine Esecutivo emesso.
Noi respingiamo al mittente tutte le accuse presentate in tali dichiarazioni e allo stesso tempo riaffermiamo con forza il nostro impegno nel fornire una piattaforma di strumenti di auto-difesa digitale per permettere ad attivist*, singole persone, gruppi e associazioni di comunicare liberamente.
Non ci fermeremo e continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto, opponendoci in ogni modo alle accuse false costruite da un’amministrazione politicamente disperata che ha il solo scopo di distrarre le persone e i media dalla propria violenza e dal proprio desiderio di guerra.
L’antifascismo e l’anticapitalismo non sono terrorismo. Protestare non è terrorismo. E tutti hanno il diritto di prendere parola e di lottare per tutta l’umanità.
Stay human.
Collettivo Autistici / Inventati — “Socializzare saperi senza fondare poteri”
Sicuramente tutto rifunzionerà presto, ma ora sono anche un terrorista internazionale. Lo metto nel CV.
In copertina: Cup of Couple su Pexels
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