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“Non pago più l’Iva per pagare l’affitto”: i contratti-trappola dei centri commerciali

“Non pago più l’Iva per pagare l’affitto”: i contratti-trappola dei centri commerciali

In piena crisi i negozi chiudono, ma i commercianti continuano a pagare il canone di locazione, in alcuni casi senza neanche poter rescindere il contratto. E c'è chi si indebita per continuare a farlo, come la storia di Giorgio Serbanescu.

Andrea Ballone

27 Gennaio 2021

Tanti mesi di chiusura, ma l’affitto si deve pagare lo stesso. È l’amara realtà di molti commercianti, che pur avendo avuto mesi di blocco devono corrispondere comunque la pigione a fine mese. Anche se negli anni i prezzi del mercato immobiliare (e anche quello degli affitti) sono calati, per diversi commercianti tenere fede ai patti è molto difficile. Soprattutto se i loro negozi hanno sede all’interno dei maxi-centri commerciali o degli outlet, con le cui proprietà hanno firmato contratti che non possono essere interrotti prima della loro naturale scadenza.

Oltre al classico canone di locazione si usa la formula dell’affitto del ramo d’azienda, o in alternativa un contratto che impone un prezzo minimo, raggiunto il quale il proprietario (dell’outlet, di solito) chiede una percentuale sui guadagni. Si tratta di accordi pluriennali che difficilmente i negozianti possono interrompere prima del tempo, se non trovando chi è disposto a subentrare rilevandone il negozio.

Chi vi aderisce lo ha fatto negli anni scorsi, attratto dalle possibilità che i centri commerciali offrivano a livello di posizionamento, pubblicità e servizi. Da un lato ci sono gli obblighi di provvedere a rifare e sistemare il negozio ogni tot anni, rimanere aperto in base agli orari del centro stesso e di non poter recedere; dall’altro invece ci sono i vantaggi di godere del passaggio delle migliaia di persone che ogni giorno sfilano nei corridoi di un centro commerciale. Che però nell’ultimo anno sono sempre meno, viste le restrizioni imposte dal COVID-19. Di conseguenza si sono assottigliati anche i guadagni, e onorare i contratti è sempre più difficile.

La pandemia è arrivata quando gli affitti erano in crescita

Secondo il blog specialistico www.soloaffitti.it, dal 2009 al 2019 nei capoluoghi di regione si è registrata una perdita di valore medio dei negozi di circa 200 euro al mese