In Venezuela i medici che hanno scelto di non scappare all’estero sono rimasti e hanno iniziato a fare lavori di miniera. In Yemen i dipendenti pubblici e gli insegnanti finiscono a spacciare il qat, la droga più consumata nel Paese. Sono solo due delle nove fotografie che SenzaFiltro ha scattato nei luoghi di guerra per dimostrare che i conflitti ribaltano le priorità di sopravvivenza. Il lavoro è l’architrave invisibile di un ordine politico e sociale, non solo un’attività economica: diventa nitida soprattutto nei luoghi di frattura. Questo reportage nasce dall’idea che guerre e crisi penetrino nel tessuto più intimo delle società per alterarne le molecole professionali – e, attraverso esse, il senso stesso della dignità.
Cuba, Venezuela, Iran, Yemen, Arabia Saudita, Stati Uniti, Kenya, Uganda: qui non raccontiamo cronache esotiche di fallimenti lontani, ma mostriamo quanto sia fragile la modernità, con le sue promesse di emancipazione attraverso la competenza. Perché, di fronte alla violenza fisica o economica, la piramide del lavoro rovescia la sua gravità.