
Secondo l’ISTAT, la povertà assoluta cresce in diverse zone d’Italia e colpisce più fasce di popolazione: in particolare sono penalizzati il Sud e le famiglie con stranieri, per i quali l’incidenza è quasi cinque volte superiore agli italiani
Non chiamiamola disabilità per semplificare, non facciamo gli ipocriti, non fermiamoci alle parole. Il fondo è ben più ruvido della superficie tirata a lucido da chi strumentalizza il tema. La parola da usare è inclusione, con tutti i paradossi che si porta dietro: in Italia si include ancora poco, si include ancora male, si fa […]

Non chiamiamola disabilità per semplificare, non facciamo gli ipocriti, non fermiamoci alle parole.
Il fondo è ben più ruvido della superficie tirata a lucido da chi strumentalizza il tema.
La parola da usare è inclusione, con tutti i paradossi che si porta dietro: in Italia si include ancora poco, si include ancora male, si fa ancora troppo marketing di facciata.
Fortunatamente, però, ci sono buone strade già aperte dalla politica migliore e dal management più maturo: ripartiamo da lì.
Retribuzione disabili: chi li paga e quanto guadagnano? – di Lara Mariani;
La sfida di Alberto Balestrazzi, Auticon: autismo, informatica e carriera – di Lara Mariani;
Inclusione lavorativa, la denuncia di Ledha: “Non basta assumere un disabile, serve inserirlo davvero” – di Sara Bellingeri;
Marco Lombardo, Comune di bologna: “Il disabile non è un giocattolo rotto” – di Lara Mariani;
Disabilità e occupazione: “Emilia-Romagna e Lombardia non assumono tutti i disabili che potrebbero” – di Sara Bellingeri;
Studenti disabili, l’inclusione che esclude – di Michela Danieli;
Soffriamo di abilismo e non lo sappiamo. Chiedetelo alle Witty Wheels – di Asmae Dachan;
Manca in Italia il conduttore educativo. Spunti dal coronavirus per professionisti della disabilità – di Michela Danieli;
Dal Festival di Sanremo al Coronavirus: l’informazione negata alle persone sorde – di Lara Mariani.

Secondo l’ISTAT, la povertà assoluta cresce in diverse zone d’Italia e colpisce più fasce di popolazione: in particolare sono penalizzati il Sud e le famiglie con stranieri, per i quali l’incidenza è quasi cinque volte superiore agli italiani

13 novembre 2020, gli educatori incrociano le braccia: “Noi sottopagati e a cottimo, nelle coop logiche clientelari. Vogliamo l’internalizzazione”. E nel frattempo gli utenti subiscono disservizi.

Si moltiplicano le denunce di ospiti reclusi in alcune RSD: sono le singole direzioni sanitarie a decidere chiusure e sbarramenti, come testimonia in Emilia-Romagna l’esperienza di una madre di una ragazza con autismo. Cristiana Mazzoni, presidente FIDA: “L’integrazione sociosanitaria in Italia è un business”.