
Intervistiamo Guglielmo Caiazza, dirigente dell’Istituto comprensivo Via Acquaroni di Tor Bella Monaca: “Nella mia scuola 24 etnie diverse”. Una lezione di inclusione che viene dalla scuola di una periferia “difficile”
Non chiamiamola disabilità per semplificare, non facciamo gli ipocriti, non fermiamoci alle parole. Il fondo è ben più ruvido della superficie tirata a lucido da chi strumentalizza il tema. La parola da usare è inclusione, con tutti i paradossi che si porta dietro: in Italia si include ancora poco, si include ancora male, si fa […]

Non chiamiamola disabilità per semplificare, non facciamo gli ipocriti, non fermiamoci alle parole.
Il fondo è ben più ruvido della superficie tirata a lucido da chi strumentalizza il tema.
La parola da usare è inclusione, con tutti i paradossi che si porta dietro: in Italia si include ancora poco, si include ancora male, si fa ancora troppo marketing di facciata.
Fortunatamente, però, ci sono buone strade già aperte dalla politica migliore e dal management più maturo: ripartiamo da lì.
Retribuzione disabili: chi li paga e quanto guadagnano? – di Lara Mariani;
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Marco Lombardo, Comune di bologna: “Il disabile non è un giocattolo rotto” – di Lara Mariani;
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Meno di un permesso ogni dieci domande negli ultimi due anni: regolamentare l’immigrazione attraverso il lavoro resta un miraggio. Parliamo delle criticità di un meccanismo che non risponde ai bisogni reali, a partire dal fallimento del click day, con la testimonianza di Clemente Elia, della CGIL Lombardia

Con la vittoria del Sì nel quesito sui contratti a termine, le aziende potrebbero utilizzare il tempo determinato con molta meno disinvoltura, a vantaggio di giovani e lavoratrici. Allo stesso tempo, dimezzare i tempi per ottenere la cittadinanza tutelerebbe tutti, non solo gli extracomunitari. L’analisi della giuslavorista Venera Protopapa